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La Città Gentile

Elezioni Amministrative

Catanzaro 2022

PREMESSA
La città inclusiva

La rinascita di una comunità sociale e politica

La Città di Catanzaro vive una condizione di emarginazione politica e di impoverimento economico e culturale, la quale è stata determinata principalmente, insieme ad altri fattori, da due elementi significativi: per un verso la disarticolazione della Provincia, che ha generato minori flussi verso il Capoluogo di Regione; e per altro verso, la dislocazione fuori dal centro storico di istituzioni importanti senza che fossero sostituite da altre attività e senza programmazione dello sviluppo dei territori ospitanti

La politica non ha saputo porre rimedio a tali fattori negativi; non ha messo a sistema i fattori produttivi in nessuno dei settori di competenza dell’amministrazione comunale. I siti culturali, sportivi, di welfare, come il mondo della scuola ecc., sono connotati da una costante parcellizzazione, la quale ha indotto una gestione “isolata” di ogni luogo o attività generando così ancor di più condizioni che hanno agevolato spesso una gestione personalistica. Tali condizioni hanno contribuito a determinare un sostanziale scollamento tra i quartieri, i quali hanno assunto sempre più la portata di centri abitati stagnanti, luoghi in gran parte isolati dal resto della città; sì da suscitare molto spesso la sensazione di identità e appartenenze diverse. 

È allora necessario determinare condizioni che siano capaci di riavviare flussi significativi in città, rendendo attrattivi i quartieri sì da lasciare riconquistare alla città il ruolo di capoluogo. In tale direzione va promossa e valorizzata nell’ambito dell’intero Istmo e del territorio regionale una rete per ciascun fattori produttivi (agricoltura, cultura, sport, ecc.). La valorizzazione delle reti produttive potrà essere qualificata da infrastrutture importanti di collegamento veloce tra i principali centri abitati dell’Istmo, il quale avrà altresì il pregio di consentire la costituzione di una massa critica di possibili utenti che costituisce un presupposto indispensabile per qualunque attività, economica e culturale. Sarà importante in questa direzione avviare la realizzazione della elettrificazione della tratta Crotone-Lamezia la quale consentirà di determinare un flusso importante di cittadini nell’ambito dell’Istmo sì da assicurare a ogni attività economica e culturale una popolazione di circa 220mila abitanti. Il progetto già finanziato consiste infatti in una metropolitana di superficie che percorrerà l’intero Istmo da Crotone a Lamezia Terme, il quale costituirà un importante volano per la programmazione e la realizzazione dell’asse urbano Catanzaro-Lamezia Terme.

La rete dei distretti e l’insieme dei rapporti economici così determinati dovrà avere un centro attrattivo all’interno di uno dei centri abitati di Catanzaro sì da riconquistare il ruolo di Capo-luogo e centro dell’intero Istmo. L’istituzione in uno dei quartieri di un polo attrattivo sarà capace di determinare una destinazione prevalente ad ogni centro abitato, la quale potrà essere attrattiva anche degli altri cittadini di Catanzaro e così determinare una mobilità tra i singoli quartieri, i quali potranno confidare su un collegamento materiale e/o un collegamento funzionale. La costruzione di una città policentrica così concepita sarà anche in grado di consentire una azione politica capace di dare avvio alla ricostituzione di un’unica comunità politica, incentrata sulla valorizzazione della persona. L’intera azione amministrativa dovrà avere l’obiettivo di promuovere le condizioni e realizzare il miglior progresso e sviluppo possibili dei rapporti socioeconomici e politici secondo il principio di solidarietà che costituisce un caposaldo delle comunità. Anche la programmazione della digitalizzazione, oggetto di specifica attenzione da parte del sistema nazionale ed europeo deve rappresentare uno strumento ispirato non già alla mera efficienza tecnica ma soprattutto all’efficacia sì da contribuire a formare una città (non già soltanto intelligente quanto) adattiva. In questa ottica, vogliamo realizzare una Catanzaro che si modella sulle esigenze delle persone e che ne ascolta i bisogni, attraverso molteplici strumenti, virtuali e fisici. Una città in grado di essere strumento di attrazione di investimenti e di attuazione di innovazioni ma soprattutto una città attenta ai bisogni e alle relazioni umane.

Ricostruire la comunità. Gli strumenti di partecipazione

L’impoverimento economico che tali fattori ha causato uno sgretolamento della comunità catanzarese, aprendo il largo a una guerra individuale volta alla soddisfazione di interessi di singoli: a venir meno, è stato il Patto sociale, quel minimo comun denominatore che deve essere condiviso da tutti i cittadini. Vogliamo partire dalla ricostituzione della comunità mediante l’utilizzazione della Conferenza dei cittadini, statutariamente prevista e mai valorizzata, che per un verso consente di adottare delle decisioni più ponderate grazie alla partecipazione diretta dei cittadini ma soprattutto svolge funzioni di controllo su chi esercita il governo della città. Uno strumento che potrebbe far riavvicinare le persone e in particolare i giovani, alla politica.

La partecipazione è una condizione imprescindibile per il buon governo di una Città. Per questa ragione punteremo al contempo sul Bilancio partecipativo che è uno strumento, come il nome stesso suggerisce, per promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche locali. Più semplicemente i cittadini saranno chiamati a valutare, insieme agli amministratori, il bilancio dell’Ente sin dalla sua formazione e cioè dalla quantificazione delle previste voci di entrata, di spesa e per investimenti.

Sarà, quindi, regolato ed attuato un percorso sul territorio di “dialogo sociale” che parte dalla rappresentazione delle risorse disponibili e si conclude, dopo il confronto con cittadini ed organizzazioni sociali, con la elaborazione delle previsioni di spesa che saranno, così, più rispondenti alle reali esigenze della comunità “interpellata”.

Il Bilancio partecipativo sarà realizzato attraverso momenti di confronto nel corso dei quali saranno raccolte le necessità e le proposte dei cittadini e, sulla base di esse, deciso l’impiego delle risorse finanziarie da inserire nel bilancio preventivo in modo tale da meglio rispondere ai bisogni ed ai suggerimenti emersi in fase di discussione. Saranno quindi individuati diversi livelli di partecipazione dei cittadini coinvolgendo gli stessi in maniera differenziata per interessi di genere e diversificando le occasioni di incontro sulla scorta di singole peculiarità ed area di intervento. In tale prospettiva le articolazioni della Conferenza dei Cittadini potrà avvalersi sia della costituzione di Consulte permanenti per materie [es. Consulta permanente per la Cultura, Consulta permanente per le Politiche scolastiche, ecc.], anche, su base territoriale, di Comitati di Quartiere, i quali potranno agevolare la partecipazione dei Cittadini nelle politiche direttamente incidenti sullo sviluppo e la valorizzazione dei diversi Centri abitati.

In sintesi, si possono prevedere tre diverse fasi: una prima fase di “informazione e comunicazione” ai cittadini da attuare attraverso i canali istituzionali (sito web, social network, pubblicazioni ecc.); una seconda fase di “consultazione e partecipazione” che sarà realizzata mediante incontri e discussioni; una terza fase in cui l’amministrazione valuterà la compatibilità delle proposte ricevute, definirà il bilancio e ne informerà la cittadinanza.

Le politiche inclusive

  1. Politiche del Lavoro

La grande sfida che attende la prossima amministrazione comunale di Catanzaro sarà quella di “trattenere” i giovani, mantenendo occasioni di lavoro e tentando di far rimanere in loco i suoi ragazzi. L’attenzione principale deve essere data al lavoro come momento politico che deve indirizzarsi in primo luogo a mantenere le occasioni di lavoro e poi a crearne di nuove e infine a tentare di determinare la stabilizzazione del lavoro precario. Tali tematiche, come è noto, non sono di stretta competenza comunale ma il Comune che è governo del territorio deve promuovere e non può disattendere le aspettative dei propri cittadini/lavoratori. Significa monitorare i rapporti di lavoro, verificare le criticità, stabilire un tavolo permanente e redigere un “Patto per il lavoro” insieme alle organizzazioni datoriali, sindacali e alle forze sociali.

Assessorato al Lavoro e alle Politiche Attive

L’ideazione e la stesura del Piano per il lavoro e per le politiche attive per la città di Catanzaro si colloca in un contesto temporale di grande significatività normativa e di enormi opportunità finanziarie.

La costituzione per la prima volta nella storia di Catanzaro, di un Assessorato al Lavoro e delle Politiche Attive che interagisce con le Politiche Sociali, nasce dalla ferma convinzione che non si aprirà una nuova stagione di cambiamento nella nostra Città se non si parte dal mantenimento del lavoro esistente e dalla creazione di  nuova occupazione.

L’Assessorato al Lavoro e alle Politiche Attive del Comune di Catanzaro avrà il compito  di perseguire i seguenti obiettivi generali: istituire un tavolo permanente per l’occupazione e le politiche attive  per definire  misure concrete di promozione con la partecipazione delle istituzioni, delle forze sociali, dei luoghi del sapere e della ricerca e dei soggetti dell’economia reale che vi operano e con particolare attenzione al mondo associativo e giovanile; costituire uno sportello unico per il diritto al lavoro con un accordo di programma fra le diverse istituzioni e che metta a sistema i diversi servizi pubblici sul tema del lavoro, con l’obiettivo di renderlo un punto di riferimento non solo in grado di fornire informazioni, ma anche capace di orientare il cittadino nel mercato del lavoro, volto a fornire agli utenti informazioni e progettualità sulle  politiche attive, in particolare: informare e sviluppare le opportunità dell’autoimpiego e del Microcredito stipulando Protocolli d’Intesa  con la Presidenza del Consiglio dei Ministri (microcredito), con Invitalia (autoimpiego) e con Anpal per le politiche attive, oltre che con le  altre Istituzioni a ciò deputate; facilitare la creazione di  percorsi  formativi e analizzare il mercato  occupazione/opportunità lavorative nel territorio mediante il contributo del Centro per l’Impiego, delle imprese, della Camera di Commercio di Catanzaro, delle Agenzie accreditate nel settore del lavoro e della formazione, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro,  favorendo così l’interscambio di esperienze e conoscenze tra operatori del settore; porre particolare attenzione a momenti di difficoltà delle aziende del territorio; promuovere la sicurezza sui posti di lavoro e combattere il lavoro irregolare; promuovere percorsi formativi attinenti le esigenze reali del mondo produttivo, anche attraverso il sistema duale (che unisce la formazione al lavoro), al fine di rendere i sistemi di istruzione e formazione più in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro; favorire l’occupabilità dei giovani e l’acquisizione di nuove competenze, soprattutto nelle aree più marginali e periferiche, che rispondano alle esigenze delle imprese e del tessuto produttivo locale; promuovere il Servizio Civile universale con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente.

Gli obiettivi generali si raggiungono attraverso le seguenti azioni e strumenti economici finanziati dai Programmi comunitari, nazionali e regionali in atto e in fase di attuazione nei prossimi mesi: 

Percorsi di tirocini di inserimento/reinserimento in aziende o presso studi professionali a favore di catanzaresi inoccupati/disoccupati attraverso il Centro per l’impiego ed il contributo di Anpal Servizi SPA, Ente in house del MLPS. Formazione professionale e in particolare quella superiore per la digitalizzazione e l’Innovazione, anche attraverso il sistema duale; Incentivi e credito d’imposta a favore di imprese e studi professionali per l’attivazione di contratti di apprendistato di I°, II° e III°; incentivi economici per progetti di microimpresa o autoimprenditorialità attraverso l’assistenza   da garantire prima, durante e dopo l’attivazione del progetto imprenditoriale. I giovani non vogliono solo incentivi ma chiedono di essere accompagnati in queste loro esperienze. Profilazione, orientamento   ed accompagnamento nei loro percorsi di sviluppo di auto-imprenditorialità femminile e di microcredito, si rendono indispensabili. Formazione continua per la riqualificazione dei lavoratori e delle imprese e la formazione permanente; incentivi e credito d’imposta per l’assunzione in particolare per quella femminile e giovanile.

Inoltre per un per un Piano del lavoro che si pone come obiettivi principali quelli di dare sostegno agli inoccupati/disoccupati, di prevedere convenzioni  con centri di formazione professionali accreditati, con l’ ITS , con l’Università, con le agenzie per il lavoro autorizzate, con aziende, con associazioni sindacali, datoriali, parti sociali e con la  Regione, è indispensabile prevedere per i lavoratori più disagiati (  disoccupati di lunga durata, lavoratori in mobilità, percettori di reddito di cittadinanza)  percorsi formativi adeguati oltre che: progetti di pubblica utilità  di carattere straordinario che prevedono l’utilizzazione o l’eventuale inserimento in imprese private per svolgere – per conto del Comune o di altra pubblica  amministrazione – lavori di  pubblica utilità anche al fine di conseguire nuove competenze finalizzate ad un   miglioramento della loro posizione spendibile sul mercato locale del  lavoro. Basti pensare all’ultima modifica sulla legge del reddito di cittadinanza che obbliga i Comuni di utilizzare in attività socialmente utili e di pubblica utilità almeno il 10 per cento dei percettori.

  1. Politiche sociali

La ricostruzione di una comunità (ispirata ai valori Costituzionali) deve fondarsi sul principio di solidarietà e di tutela delle fasce deboli della popolazione catanzarese, a partire dai minori, con il coinvolgimento delle scuole e degli strumenti di raccordo con la famiglia. Le politiche sociali debbono essere poste in cima all’agenda delle priorità, ma non in modo frammentato e settoriale, bensì in collegamento e interdipendenza con le politiche abitative, le politiche del lavoro e della formazione, le politiche urbanistiche, aspetti fondamentali di una democrazia sostanziale in una città che abbia a cuore la tutela della dignità della persona.

Il PNRR fissa le linee di innovazione e di investimento per il settore sociale e sanitario. La programmazione degli enti locali dovrà pertanto essere conseguente ai suoi indirizzi prioritari e predisporre i progetti e gli strumenti operativi per cogliere le opportunità che il piano nazionale offre.

I temi (missioni) del piano nazionale sono attraversati dall’esigenza di corrispondere a tre priorità fondamentali: la riduzione del divario di genere, l’intervento a favore dei giovani, la riduzione dei divari territoriali.

Il modello welfare che viene proposto dall’Europa ha a che fare non solo con l’assistenza ma anche con il benessere e necessariamente diversi saranno gli attori con cui il Comune dovrà coordinarsi con istituzioni, volontariato, Terzo Settore, forze sociali ed imprese, chiamati a concorrere, tanto più quando le risorse pubbliche sono limitate. I Servizi Sociali del Comune dovranno impegnarsi ad individuare le aree di bisogno non solo in termini amministrativi (presenza o meno dei requisiti) ma a “livello di strada”, avvalendosi delle relazioni di vicinato, delle segnalazioni di negozianti o delle associazioni di volontariato; è un “lavoro di comunità” che consente l’individuazione dei fragili che ancora non si conoscono  (anziani soli, famiglie con difficoltà economiche o in situazione di povertà educativa, violenze familiari, ecc.). In tale direzione si rende necessario un welfare locale non schiacciato sulle risposte emergenziali, ma capace di fare prevenzione. Si dovranno personalizzare gli interventi, con “pacchetti” di servizi componibili secondo la necessità e modificabili al modificarsi dei bisogni. In tutto questo rimane essenziale il ruolo degli operatori sociali, capaci di controllare le trasformazioni in atto, di partecipare da protagonisti alla programmazione sociale e alla co-progettazione, di essere agenti attivi di innovazione con l’utente nel lavoro quotidiano.

Valorizzare l’apporto della società civile e del Terzo Settore in un’alleanza strutturale e strutturata che sia il motore principale per il rilancio del governo della città, tramite la co-programmazione e la co-progettazione.

Per il raggiungimento di tali obiettivi  la strategia del nostro  Piano comunale  si basa su: interventi  diretti alla persona, anche se  la famiglia è l’unità d’analisi a cui ricondurre i diversi interventi; il ruolo del Terzo Settore; il servizio abitativo per giovani coppie, studenti,  recupero del patrimonio pubblico non utilizzato, Fondo affitto; liste di attesa e morosità; necessità di nuovi sistemi assistenziali per  gli anziani non autosufficienti e per le lunghe liste di attesa, attivare un piano per la socialità e la cura che si concretizzi attraverso l’aumento e il potenziamento dell’assistenza domiciliare (anche attraverso l’istituzione dell’assistente di comunità sociale e dell’infermiere di comunità), dei custodi sociali e del portierato sociale; i minori e condizione giovanile;

Coinvolgere i giovani, anche attraverso sperimentazioni che nascano dal potenziamento di opportunità già attive come il Servizio Civile Universale e il Corpo Europeo di Solidarietà: un servizio civico comunale, che affianchi le attività pubbliche e che possa reclutare, con bando pubblico e grazie a risorse pubbliche e private, giovani a cui proporre servizi finalizzati alla comunità. Il contrasto alla povertà e il Reddito di Cittadinanza. Il disagio abitativo delle persone senza dimora, si dovranno attuare da un lato appartamenti temporanei, dall’altro stazioni di posta notturne. Il rafforzamento dei servizi e degli uffici.

Risorse del PNRR:

Housing temporaneo e stazioni di posta: investimento da 450 milioni di euro in avvio il 31 luglio 2022, con data di chiusura prevista il 30 giugno 2026. L’investimento ha lo scopo di aiutare le persone senza fissa dimora ad accedere facilmente all’alloggio temporaneo, in appartamenti o case di accoglienza, e offrire loro servizi completi, sia con il fine di promuovere l’autonomia, che per favorire una piena integrazione sociale.

Percorsi di autonomia per persone con disabilità: investimento da 500 milioni avviato il 1° giugno 2021, con data di chiusura prevista per il 31 luglio 2026. L’obiettivo dell’investimento è di fornire i servizi sociosanitari comunitari e domiciliari alle persone con disabilità, per garantirne l’autonomia, al fine di superare qualsiasi barriera nell’accesso all’alloggio e al mercato del lavoro. In particolare, si fornirà assistenza, soprattutto, alle persone con disabilità anche gravi, che non possono contare sull’assistenza genitoriale o familiare.

Politiche sanitarie/Sanità:

Non è più rinviabile l’integrazione tra Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l’Azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini. Sarà necessario valorizzare le professionalità maturate dal Pugliese-Ciaccio e sostenere l’attività di ricerca e quella di didattica della Mater Domini.

Sarebbe auspicabile istituire strutture sanitarie specialistiche (per esempio Cardiologia e Oncologia) con il concorso delle strutture pubbliche e private, nelle specialistiche nelle quali è più elevata e qualificata l’attività di assistenza e ricerca; e per le quali è più accentuato il fenomeno della migrazione sanitaria.

La costituzione di un vero polo di eccellenza sanitario nella città di Catanzaro di rilevanza regionale e nazionale richiede un impegno per destinare luoghi e risorse per i centri di trasferimento della ricerca maturata in tutto il territorio regionale/meridionale in ambito biotecnologico.

Risorse del PNRR:

Missione n.6 1.2.1 reti di prossimità del PNRR:

Strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: la componente 1 intende rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della tele medicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi sociosanitari. L’investimento per le Case di Comunità e presa in carico della persona è un investimento di 2 miliardi avviato il 1° giugno 2021 con data di chiusura prevista il 30 giugno 2026. Ospedali di comunità investimento di 1 miliardo avviato 1° giugno 2021 con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026.

  1. Politiche di genere 

Le politiche di genere e l’organizzazione sociale richiedono un coinvolgimento diretto delle donne in tutte le politiche comunali. A tale fine non si è dimostrata adeguata la istituzione della Commissione Pari Opportunità, né la previsione delle cosiddette quote rosa, poiché non assicurano il diritto di tutte le donne di contribuire all’organizzazione della vita comunale.

Le politiche di genere impongono la previsione di un organo deputato ad esprimersi su tutte le linee fondamentali delle politiche comunali e con la più ampia partecipazione delle donne. In tale direzione, la nostra proposta politica si prefigge di istituire una «Conferenza delle Cittadine», la quale abbia la competenza ad esprimere un parere obbligatorio, sebbene non vincolante, su tutti i programmi di competenza del Consiglio Comunale.

Per quanto riguarda invece le risorse alle quali attingere per incentivare le politiche attive, per l’occupazione e per l’imprenditoria femminile spicca la “Missione” del Pnrr n.5 ‘’Inclusione e Coesione’’. Tale misura prevede uno stanziamento complessivo di 22,6 miliardi per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. I fondi della Missione 5 sono destinati al sostegno dell’empowerment femminile, al   contrasto delle discriminazioni di genere, all’incremento delle prospettive occupazionali dei giovani e dei disoccupati, al    riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne.

Inoltre, per sostenere e facilitare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, proponiamo un progetto a due fasi: la prima prevederà, in collaborazione con l’Università di Catanzaro, la messa a disposizione di corsi di alta formazione gratuiti, in ambiti molto attualmente molto richiesti, quali il marketing, gestione delle risorse umane, management, ecc. La seconda fase prevederà un supporto concreto da parte del Comune all’avvio dell’attività imprenditoriale e non.

Sempre per favorire delle politiche che facilitino l’ingresso e la presenza delle donne nel mondo del lavoro, vogliamo aumentare i posti negli asili nido, di modo che, dopo il periodo di maternità, le neomamme possano tornare liberamente a lavoro, senza necessariamente dover richiedere la cura delle famiglie.

Per le bambine, ragazze e giovani donne, vogliamo continuare a supportare l’azione delle associazioni che operano sul territorio di Catanzaro, al fine di sensibilizzare la cittadinanza alla parità di genere. Nello specifico apprezziamo lo sforzo profuso nelle scuole con l’iniziativa “Assorbox”, una scatola messa gratuitamente nei bagni, a disposizione delle ragazze che in quel momento sono sprovviste di prodotti igienici femminili.

La nostra amministrazione vuole rendere la parità di genere e l’insegnamento nelle scuole all’equità fra i sessi una priorità. A tal proposito supportiamo convintamente il lavoro svolto dalle Associazioni del territorio nella prevenzione e difesa delle donne vittime di violenza con le case rifugio.

  1. Politiche generazionali 

La Calabria ha avuto sinora la minore spesa per combattere la disoccupazione giovanile e per le politiche attive (welfare to work) del lavoro. 

In compenso ha la più alta fuga di “giovani cervelli”.

Il 30 % delle madri interrompe il lavoro per ragioni familiari: il tasso di occupazione femminile diminuisce all’aumento del numero dei figli.

Al contrario, il lavoro delle donne crea sviluppo perché determina domanda di beni e servizi e produce a sua volta altro lavoro. 

Solo un nuovo contratto su tre è stabile, nella crisi ancor meno. La precarietà ha raggiunto livelli enormi. Il lavoro a tempo determinato, che dovrebbe essere attivato su esigenze di punta delle attività, è usato per sostituire il lavoro stabile. Il turn-over negli ultimi 10 anni ha registrato un forte aumento dei subordinati e degli pseudo autonomi.

Disoccupazione, inoccupazione, sottoccupazione, scoraggiamento, inattività, lavoro irregolare, segmentazione del mercato del lavoro e mancata valorizzazione delle competenze sono generati dalle caratteristiche regressive dello sviluppo economico, non viceversa. Non c’è stato da parte del sistema economico domanda di competenza.

Alti e medi profili scolastici non hanno una domanda corrispondente, così come alti e medi profili professionali non sono facilmente reperibili sul mercato. Non si realizzano le indispensabili politiche attive del lavoro e la formazione professionale è ridotta e inadeguata.

Incentivi all’occupazione giovanile

L’avvio di una attività professionale è particolarmente difficile per i giovani, i quali molto spesso sono costretti, anche a causa di difficoltà economiche, a trasferirsi in altra sede, provando a mettere a frutto le proprie capacità in contesti produttivi meglio attrezzati e più accoglienti. La prossima Amministrazione cittadina dovrà attivarsi concretamente per offrire ai nostri giovani professionisti e neolaureati opportunità alternative alla “partenza”.

Vogliamo realizzare un progetto destinato ai giovani catanzaresi; che li accompagni nella fase più delicata della carriera professionale e cioè quella dell’avvio dell’attività con le difficoltà legate agli investimenti iniziali ed all’acquisizione della clientela. Pensiamo ad uno dei tanti edifici comunali, già disponibili, all’interno del quale ospitare giovani neolaureati a titolo completamente gratuito, mettendo a loro disposizione degli spazi modulabili ed allestiti con postazioni di lavoro, con gli strumenti e le attrezzature necessarie, linea Wi-fi, sala riunioni e spazi dove organizzare eventi, workshop, formazione. Le postazioni di lavoro dovranno essere assegnate mediante bando pubblico il quale preveda l’uso gratuito dei beni per un periodo di cinque anni, in un contesto multidisciplinare, sì da risultare più attrattivi nei confronti di potenziale clientela. Tale progetto mira a dare una risposta ai bisogni dei giovani, in termini di aggregazione, socializzazione, formazione e supporto per l’inserimento nel mercato del lavoro, mediante specifiche progettualità di natura culturale (promozione delle sinergie ed aggregazione) ed occupazionale.

Si concretizzerebbe così una sorta di coworking, cioè uno stile lavorativo che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro da parte di liberi professionisti, free-lance, giovani neolaureati che mantengono, però, la loro attività in maniera indipendente. Rappresenta un’alternativa, a costi contenuti, rispetto al lavoro organizzato individualmente ed una risposta in termini di accrescimento culturale creando cioè sinergie, contatti, relazioni tra persone.

Un progetto innovativo per la nostra comunità e che potrebbe rappresentare il ‘luogo’ in cui si incontrano, in chiave moderna, le conoscenze, le competenze e le aspirazioni dei tanti validissimi giovani formati nelle nostre Università. Quindi non solo la messa a disposizione di spazi fisici ma soprattutto la spinta positiva di un’amministrazione che sta vicina ai suoi giovani offrendo vantaggi ed opportunità determinati dalla condivisione di obiettivi e problematiche comuni in fase di start up, creando un luogo idoneo a promuovere la contaminazione dei saperi.

Parte Prima

L’amministrazione trasparente, efficiente ed efficace

La sensazione netta che si ha quando per vari motivi ci si imbatte negli uffici del Comune di Catanzaro è quella del caos organizzativo che regna in quasi tutti gli uffici e la profonda demotivazione che si avverte nei pochi operatori, sia pur cortesi e competenti.

Gli sforzi di recente compiuti dall’amministrazione per colmare la nota carenza di personale che caratterizza l’amministrazione comunale di Catanzaro, non sono stati evidentemente sufficienti a renderla una macchina moderna e adeguata alle mutate esigenze della cittadinanza.

I vuoti di organico che nel tempo si sono via via realizzati per pensionamenti non sono stati colmati con nuovi ingressi, sia pure in presenza della copertura finanziaria garantita dalla mancata erogazione degli stipendi ai fuoriusciti; si è probabilmente scelto di destinare le risorse economizzate per coprire i tagli ai trasferimenti che nel tempo tutti i comuni hanno dovuto subire.

Ma facendo ciò l’amministrazione si è “avvitata” perché l’assenza del giusto numero di addetti nei settori che avrebbero potuto generare nuove entrate o risparmi di spesa, ha fatto si che l’assenza di risorse che si sarebbero potute avere, abbia frenato nel tempo i piani assunzionali e lo stia facendo tutt’ora.

La confusa distribuzione e la mancanza di addestramento delle poche unità lavorative di recente assunte, completano lo scenario desolante che offre l’organizzazione della macchina comunale.

Discorso a parte merita la colpevole disattenzione dell’amministrazione sulle opportunità offerte dalla recente normativa per le assunzioni con copertura finanziaria a carico del PNRR. 

Il non aver considerato di usufruire delle agevolazioni previste da tale normativa appare particolarmente grave, stante la forte carenza del personale occorrente per la realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR e la conseguente incertezza di concluderli nei tempi previsti.

Ma quello che maggiormente colpisce il cittadino che si interfaccia con l’amministrazione è la demotivazione e l’assenza dell’orgoglio di appartenenza che si avverte negli operatori; è come se mancasse loro una guida, un riferimento, una visione positiva e giusta del futuro che non sia la solita ricerca di una protezione politica per fare carriera o per collocarsi presso qualche struttura meno impegnativa.

Valorizzazione delle risorse umane 

Tale condizione va assolutamente e con tempestività rimossa, altrimenti qualsiasi programma di governo o progetto risulterà difficilmente realizzabile.

Vanno innanzitutto attivate immediatamente tutte le possibilità assunzionali e di collaborazioni esterne che la recente normativa mette a disposizione degli enti destinatari di finanziamenti del PNRR e che sono a totale carico dei progetti.

Vanno poi trasformati entro la fine del corrente anno tutti i contratti da part-time a full-time reperendo le risorse per gli anni dal 2023 in poi dai pensionamenti programmati e da incrementi stabili di entrate da IMU derivanti da un incremento di produttività del settore tributario all’uopo rafforzato sia con incremento di orario lavorativo delle unità part-time in servizio e sia con nuove unità lavorative opportunamente redistribuite tra i settori dell’ente.

Devono, inoltre, essere attivate tutte le best practices per motivare i dipendenti interni, dalla valorizzazione delle professionalità acquisite alla rotazione concordata per acquisire nuovi stimoli lavorativi, all’utilizzo di tutte le opportunità offerte dai contratti collettivi per le progressioni di carriera assolutamente da collegare al merito.

Vanno, poi, riscritte molti passi dei regolamenti che riguardano il personale per far sì che le regole siano certe, giuste e soprattutto osservate.

Va, ancora, introdotta una moderna e soprattutto, generalizzata e di semplice approccio per l’utente, gestione informatizzata dei procedimenti amministrativi collegata al portale istituzionale che consenta al contempo di deflazionare le presenze presso gli uffici, dando ai cittadini la visione di una amministrazione moderna e al passo con i tempi. 

E, soprattutto, va da subito ridisegnata la macrostruttura dell’ente al fine di adeguarla a una nuova e più aderente ai tempi, visione e necessità dell’amministrazione (ad esempio creando un apposito Settore Entrate, un apposito Settore Partecipate, una Specifica Unità di Progetto PNRR, ecc.).

L’articolazione amministrativa del Comune dovrà incentrarsi su una piena valorizzazione delle risorse umane e, per altro verso, della Catanzaro Servizi S.p.a., la quale come organismo di diritto pubblico in house del Comune, dovrà essere destinataria, mediante regolamento comunale, di funzioni in servizi strategici ed essenziali.

Per altro verso, l’amministrazione dovrà giustapporre agli Uffici Centrali le articolazioni territoriali, i quali, soprattutto per i servizi di Polizia Municipale e per tutti i servizi refrattari a sopportare un processo di digitalizzazione, dovranno essere prossimi ai cittadini di ogni quartiere. Particolarmente interessato è in tale direzione il sistema di servizi connessi alle politiche sociali, le quali, forse più fi ogni altro, necessita di attuare il principio di prossimità, ma secondo una articolazione territoriale che veda coinvolti soggetti pubblici e privati.

L’amministrazione deve accedere ad un approccio di supporto ai cittadini ed ai copri intermedi, agevolando regole di chiarezza e trasparenza. In tale direzione, sembra indispensabile che tutte le questioni suscettibili di generare criticità nell’interpretazione delle regole e discipline siano oggetto di chiarimenti, espletati in collaborazione. Con le categorie direttamente interessate e protagoniste. È sufficiente pensare, in via esemplificativa, ai molti nodi problematici sussistenti nella interpretazione ed applicazione della disciplina comunale di carattere urbanistico, i quali dovranno ricevere, secondo prassi molto diffuse in goni settore dell’amministrazione pubblica, una interpretazione autentica e risolutiva delle questioni dubbie, nell’ambito di un tavolo Permanente con gli ordini professionali e le categorie interessate.

Occorre far percepire la vicinanza, soprattutto fisica dell’Amministrazione Comunale, nel proprio quartiere. La particolare conformazione del tessuto urbano che vede i quartieri di Lido, Gagliano, Siano, Corvo-Aranceto distanti dalla sede comunale e da quella di polizia locale, rende necessario attivare/riattivare presso tali quartieri delle postazioni fisse/mobili che sopperiscano alla predetta mancanza utilizzando, per quanto riguarda il quartiere marinaro, l’ex sede della Circoscrizione che potrebbe agevolmente ospitare una postazione fissa con turnazione serale e notturna della polizia locale e di alcuni uffici amministrativi per i quali i servizi non possano essere erogati in modalità digitale. Tale iniziativa potrebbe non comportare alcuna spesa, se non quelle di attivazione, qualora venissero utilizzate all’uopo le strutture comunali di proprietà comunale.

Rivedere e migliorare il Piano triennale Anticorruzione, per far sì che la PA sia percepita come “casa di vetro” per coniugare la trasparenza amministrativa alle garanzie ed efficienza nello svolgimento dell’azione amministrativa.

Digitalizzazione dell’amministrazione comunale 

L’indagine sulla digitalizzazione delle città italiane promossa dal Forum PA (ICity Rank 2021) che valuta il posizionamento dei comuni capoluogo attraverso l’indice di trasformazione digitale ottenuto dalla media aritmetica di 8 indici settoriali (disponibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, integrazione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wi-fi pubbliche e diffusione di tecnologie di rete), ha visto affermarsi Firenze, per il secondo anno consecutivo, come capoluogo più digitale d’Italia, seguita da Milano e da Bologna, con Roma Capitale, Modena, Bergamo a pari merito al quarto posto e con Torino, Trento, Cagliari e Parma a chiudere la top ten.

La città di Catanzaro si trova in coda a questa importante classifica e precisamente al 94° (l’ultima è Enna al 107°), molto lontana da quella che è la media nazionale, palesando tutto il ritardo tecnologico accumulato negli anni dovuto, principalmente, all’assoluta mancanza di lungimiranza ad investire nel settore dell’innovazione e nell’utilizzo sapientemente del digitale.

Per rilanciare la città di Catanzaro, questo ritardo va assolutamente colmato e la digitalizzazione deve essere considerata come una delle principali priorità su cui focalizzarsi nei prossimi anni.

Occorrerà ridefinire un piano ICT di indirizzo per la digitalizzazione completa della macchina comunale, riorganizzando digitalmente i flussi dei procedimenti e degli atti amministrativi, garantendo livelli di sicurezza e funzionali sulla base delle direttive predisposte dalle istituzioni centrali come Agid e Ministeri della Funzione Pubblica e dell’Innovazione;

Catanzaro dovrà dotarsi di: sistemi di mobilità intelligente, Sistemi di efficienza energetica, sistemi di Gestione Intelligente dei Rifiuti e del servizio idrico, sistemi di comunicazione digitale con reti wi-fi ad alta velocità.

Va sviluppato un meccanismo virtuoso che sia capace di mettere in connessione il mondo della scuola e delle università con il mondo produttivo presente sul territorio.

L’innovazione rappresenta un elemento fondamentale per la crescita della città, consentendo vantaggi non solo in termini di migliore qualità della vita e di aumento del business, ma anche di crescita, di competitività, di occupazione e di sviluppo sostenibile.

La digitalizzazione consente soprattutto di disporre di una amministrazione trasparente: una casa di vetro che mette a disposizione tuti i dati che necessitano ai cittadini, anche per consentire il controllo e partecipare in modalità attiva e consapevole ed una comunicazione immediata e completa. 

L’amministrazione dovrà elaborare la progettazione di una piattaforma agevole e accessibile ai più che consenta ai cittadini di: richiedere l’esecuzione di pratiche e di controllarne in tempo reale lo stato dell’arte (a titolo esemplificativo anagrafe, settore tributario, edile, ecc..); di monitorare i consumi delle proprie utenze (acqua, rifiuti, ecc..); di segnalare malfunzionamenti dell’illuminazione pubblica o di altri servizi di pubblica utilità.  

Attraverso questo strumento, i cittadini potranno sentirsi partecipi organizzandosi in comitati, presentando proposte e fornendo pareri in merito alla politica pubblica attuata.

Si dovrà tendere, nel breve-medio periodo a un codice aperto, prediligendo l’utilizzo di software con codice aperto e, nel caso di software sviluppato per conto dell’amministrazione, dovrà essere reso disponibile il codice sorgente.

L’amministrazione comunale, nonostante l’impegno dei suoi dipendenti, presenta vaste sacche di inefficienza dovute, per lo più, ad una burocrazia farraginosa e a procedure non ottimizzate. Tale situazione richiede un profondo rinnovamento dell’apparato amministrativo attraverso la semplificazione dei procedimenti amministrativi e la promozione degli investimenti nelle nuove tecnologie, i cui vantaggi si ripercuoteranno direttamente a cittadini ed imprese in termini sia di accesso facilitato ai servizi ma anche di riduzione dei costi.

I principali punti che riguarderanno questo intervento sono:

Reingegnerizzazione del portale istituzionale del Comune di Catanzaro in un’ottica di facile e rapido accesso per cittadini ed imprese a tutti i servizi e procedure amministrative;

Ridefinizione del Piano Triennale ICT sulla base delle priorità e delle nuove esigenze;

Riorganizzazione del “Cassetto del Cittadino” per assicurare l’accesso a tutti i servizi digitali offerti dall’amministrazione, compresa la gestione online dei tributi;

Dematerializzazione e digitalizzazione di tutte le procedure amministrative della burocrazia comunale;

Istituzione di una task force per l’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la digitalizzazione della PA.

Infine, poiché offrire servizi digitali di per sé non basta, è necessario, formare e informare i cittadini all’uso di tali strumenti attraverso un’appropriata attività di formazione, anche sperimentando sistemi di “servizio civile digitale”, oppure utilizzando forme di incentivo a favore dei cittadini che usino servizi online.

Le politiche per i servizi essenziali

Servizio idrico

Il sistema idrico della città di Catanzaro espone una grave. La città registra, infatti, un valore più elevato rispetto alla media nazionale sia per ciò che riguarda l’acqua erogata, l’acqua immessa, e l’acqua utilizzata. Catanzaro è tra i Comuni capoluogo di Provincia che deve adottare razionamento e sospensione della risorsa idrica.  

La città è servita da 4 punti di approvvigionamento: Guerriccio, S. Domenica, Alli e Corace, il primo (Guerriccio) di proprietà comunale, gli altri gestiti da Sorical e oggi dall’Azienda unica. 

La disponibilità teorica giornaliera per ogni abitante di Catanzaro (litri/abitante/giorno) è quasi il doppio di quella necessaria, sebbene si registri una carenza delle quantità di acqua erogata. Poiché la crisi del sistema idrico è evidente, occorre procedere con urgenza a una mappatura completa della rete e a una sua razionalizzazione, anche con interventi di digitalizzazione che consentano una gestione ottimale e in tempo reale dell’erogazione. Inoltre, occorrerà con le risorse del PNRR progettare una rivisitazione della rete e una sua implementazione.

Ciò, unitamente a una gestione del servizio in modalità digitale, consentirebbe nel medio periodo di attenuare o eliminare i disagi derivanti dalla mancata erogazione e a tendere ridurre l’acqua immessa nella rete con conseguenti immediati risparmi sulle bollette dei cittadini.

È tuttavia necessario procedere con urgenza al rifacimento della galleria ed al raddoppio della rete idrica del Guerriccio, il quale consente di valorizzare erogazione di acqua potabile estranea al sistema Sorical; eseguire l’opera di un nuova rete per il centro storico, ormai vetusta e causa di notevoli dispersioni di acqua potabile, realizzare pozzi a favore della erogazione di acqua non potabile e ad uso irrigazione [es. per irrigazione del manto erboso dello Stadio], salva la possibilità di concludere convenzionamenti con il Consorzio di Bonifica. Gli interventi di ristrutturazione della rete dovranno essere eseguiti con tecnologie moderne, le quali consentono di effettuare le opere in tempi rapidi e senza effettuare scavi nell’assetto viario.  

Infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico: investimento da 2 miliardi avviato il 1° febbraio 2020 con data di chiusura prevista per il 30 agosto 2026.

Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti: investimenti da 900 milioni di euro in avvio il 1° gennaio 2022 con data di chiusura prevista per il 31 agosto 2026. L’investimento permetterà di realizzare almeno 25000 km di nuove reti per la distribuzione dell’acqua potabile, e ridurre le perdite idriche, soprattutto nel mezzogiorno, introducendo sistemi di controllo avanzati e digitalizzati che permettano la gestione ottimale delle risorse, riducendo gli sprechi e limitando le inefficienze.

Servizio fognario e depurazione

Il sistema fognario attualmente in funzione non colletta all’impianto di depurazione di località Verghello i reflui prodotti da circa 32.000 abitanti, pari a circa 1/3 della popolazione residente nella città di Catanzaro. Inoltre, l’impianto di depurazione esistente, nella sua configurazione attuale, non può garantire allo scarico il rispetto degli standard previsti dalla normativa comunitaria, statale e regionale ed ancor meno potrebbe se vi fossero collettati tutti i reflui fognari cittadini.

Se infatti con sentenza del 6 ottobre 2021 l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea al pagamento delle spese per essere “venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli da 3 a 5 e 10 della direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane”, tra gli agglomerati che hanno violato e violano gli articoli 3 (assenza di reti fognarie per le acque urbane) e 4 (assenza di trattamento secondario o di trattamento equivalente delle acque reflue urbane) della direttiva europea, è presente la città di Catanzaro”.

Per il superamento della procedura di infrazione comunitaria 2014-2059 il comune di Catanzaro ha ottenuto ingenti risorse finanziarie con cui condurre a norma tutto il sistema depurativo e fognante del capoluogo di regione. Allo stato però non è dato sapere se queste risorse siano effettivamente sufficienti allo scopo e se siano ancora disponibili. Occorrerà quindi una preventiva ricognizione delle risorse non utilizzate e una adeguata programmazione/progettazione degli interventi reperendo, laddove necessario, altre risorse per il superamento di tale criticità

Per quanto concerne la realizzazione di un nuovo impianto depurativo in esecuzione della deliberazione della giunta comunale n. 431 del 06/11/2019, con determinazione dirigenziale a contrarre n. 3168 del 28/11/2019, il comune di Catanzaro ha adottato una procedura aperta finalizzata all’indizione di un concorso di progettazione avente per oggetto la: “realizzazione della piattaforma depurativa del comune di Catanzaro”. Da tale atto non è scaturito nulla.

Sarà compito della nuova amministrazione procedere alla individuazione e alla realizzazione del nuovo impianto di depurazione.

Scopo dell’amministrazione è anche quello di riutilizzo dell’energia prodotta dal biogas per il funzionamento degli impianti di depurazione e per il conseguimento dell’obiettivo del risparmio energetico.

È tuttavia necessario ed urgente intervenire per promuovere la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque piovane, le quali allo stato attuale sono convogliate nell’impianto fognario, determinando gravi danni in caso di pioggia abbondante; effettuare l’estensione della rete ad ambiti territoriali i quali non sono dotati di impianto fognario.

Fognatura e depurazione: investimento di 600 milioni di euro avviato il 1° gennaio 2021 con data di chiusura prevista per il 31 agosto 2026. L’investimento ha l’obiettivo di completare le reti di fognatura non ancora ultimate per realizzare nuovi impianti di depurazione, in particolare al sud, così da evitare nuove procedure di infrazione a carico dell’Italia.

Rifiuti 

La tematica dei rifiuti nella città di Catanzaro va trattata con due differenti ottiche: quella dell’attualità e quella della prospettiva futura. 

La raccolta differenziata, almeno a quanto dichiarato dall’Amministrazione Comunale, risulta in linea con la media nazionale.

In ogni caso si dovrà procedere alla adozione di forme di incentivazione della raccolta differenziata premiando, ad esempio, il minor uso del servizio per rifiuti del secco residuo.

Il perseguimento degli obiettivi europei in tema ambientale potrà essere più agevole utilizzando Cassonetti intelligenti a scomparsa. Occorrerà ottimizzare le modalità di raccolta e pulizia delle strade, delle aree verdi, razionalizzare i prelievi in relazione alle diverse tipologie degli insediamenti nel territorio comunale (un esempio fra tutti, prevedere piccoli produttori di bioenergia dagli sfalci provenienti da zone agricole). 

La digitalizzazione sarà un importante volano per migliorare la gestione dei rifiuti in città, evitando di vederne sparsi per la città e consentendo, oltre la raccolta porta a porta, una raccolta con isole ecologiche funzionali e innovative. Utilizzeremo, a tal fine, “cassonetti intelligenti” che consentono il monitoraggio a distanza dei livelli dei rifiuti. Questi metodi di intelligenza artificiale permetteranno l’ottimizzazione dei percorsi dei mezzi della nettezza urbana e, di conseguenza, una riduzione dei costi a fronte di una maggiore efficienza dei livelli di servizio.

Energia

In questo preciso momento storico, la dipendenza da fonti energetiche classiche importate da altri Paesi sta mettendo in evidenza e in modo tangibile la precarietà del sistema energetico nazionale e non solo. Gli attuali equilibri geopolitici, sulla spinta di una speculazione energetica in atto, si stanno ridefinendo e non senza conseguenze. 

In questo quadro, l’Italia e il Sud Italia, in particolare, possono rivestire un ruolo primario attraverso la produzione di energie da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda la Calabria, se guardiamo il dato della produzione di energia proveniente dalle rinnovabili, nel 2020, è stata pari a 5.002,10 GWh. Sul totale della produzione elettrica del 2020 della Calabria solo il 30% è direttamente proveniente dal rinnovabile. Il comparto che incide maggiormente in termini di produzione di energia da Fer è sicuramente quello dell’eolico, che con i suoi 2.132,4 GWh è responsabile del 42,63% del totale dell’energia rinnovabile prodotta. 

La risposta a ciò, sui territori, può avvenire attraverso la creazione di una Comunità Energetica (o Energy Community) un modello innovativo per la produzione, la distribuzione e il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Questo modello fonda i suoi valori sulla lotta allo spreco energetico e sulla condivisione di un bene fondamentale a un prezzo concorrenziale, grazie all’innovazione che sta rivoluzionando il mercato dell’energia. La Comunità Energetica è un insieme di persone che condividono energia rinnovabile e pulita, in uno scambio tra pari.

Si individuerà una cabina primaria nel Comune di Catanzaro per co-progettare insieme agli utenti, privati cittadini, aziende, industrie, uffici e istituzioni, le opportunità per investire sulla produzione di energie rinnovabili e mettere nel circuito della comunità l’energia stessa.

Sarà necessario strutturare un ufficio energy.  Occorre infatti redigere un programma di attuazione dell’uso efficiente dell’energia nel territorio comunale, istituendo un apposito ufficio energia. Gli obiettivi saranno previsti dal Piano Energetico Comunale per le fonti rinnovabili (PEAC), finalizzato a favorire ed incentivare l’uso efficiente dell’energia, il contenimento dei consumi, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, in modo da migliorare i processi di trasformazione dell’energia, di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell’uso dell’energia e la qualità dell’ambiente, a parità di servizio reso.

Si cercherà di realizzare quanto previsto dalle norme vigenti e cioè che “negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica”. 

Risorse del PNRR

Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo: investimento da 2.20 miliardi in avvio il 1° gennaio 2023 con data di chiusura il 31 dicembre 2025. Lo scopo dell’investimento è quello di sostenere le comunità energetiche, cioè le coalizioni organizzate di utenti che collaborano tra loro per produrre, consumare e gestire energia pulita attraverso uno o più impianti locali.

Agricoltura sociale 

L’agricoltura sociale implica una serie di attività che si prestano molto bene per l’inserimento lavorativo di particolari tipologie di soggetti svantaggiati. Altresì, l’Agricoltura Sociale (AS) propone un innovativo modello per lo sviluppo locale, il quale implica maturare una cultura della collaborazione, del valore sociale delle attività svolte all’interno di una prospettiva civica di progettazione e rendicontazione del lavoro svolto.

L’olivicoltura è certamente il settore caratterizzante dell’agricoltura cittadina, essendo presente in tutto il territorio, da Sant’Elia a Santa Maria, e rappresenta un tratto identitario della città. Allo stato attuale, risulterebbero nel patrimonio comunale uliveti per un totale di 425.687 mq, incolti o comunque non destinati ad alcuna specifica azione e attività di valorizzazione. Il dato esatto risulterà disponibile dall’attività di ricognizione del patrimonio comunale di cui si dirà più avanti.

L’obiettivo della nostra amministrazione sarà quello di valorizzare il patrimonio agricolo del Comune di Catanzaro, tutelando il paesaggio in modo diretto, prestando una cura costante, e indiretto, prevenendo il verificarsi di fenomeni incendivi dovuti all’incuria. Ulteriore obiettivo sarà l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e la creazione di nuovo reddito dalla produttività degli uliveti comunali. Vi sono due prospettive per la realizzazione del progetto: ATI fra imprese agricole, associazioni e cooperative del terzo settore, le strutture carcerarie. Il Comune patrocina concedendo i terreni in uso per il progetto specifico, a titolo gratuito, ritenendo di fatto, il beneficio della cura dei terreni stessi, un buon tornaconto per il Comune stesso, partenariato, pubblico/privato, fra imprese agricole, associazioni e cooperative del terzo settore, le strutture carcerarie e il Comune di Catanzaro. L’agricoltura sociale (AS) è materia in divenire, seppure oramai regolamentata dal 2014. Nella nuova programmazione europea e, pertanto, regionale, vi saranno risorse per progetti di questa natura.

Laddove vi siano i presupposti, per esempio vicinanza ai letti dei fiumi investiti di intervento, le risorse possono essere attinte anche dai Contratti Fiume che ben rispondono a risposte sul territorio anche sociali oltreché di prevenzione del dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana e cura del verde comunale.

Rigenerazione Urbana

L’obiettivo di questa Amministrazione è di ridurre o eliminare fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

In sostanza occorre procedere a una Rigenerazione urbana.

La vecchia amministrazione ha pensato e realizzato pochi progetti spot (nel senso che vengono previsti e realizzati senza un piano organico) quali la pista ciclabile al Corvo, o attività di manutenzione e restauri senza inquadrarli in una idea di effettiva gestione e utilizzo, impedendo così il raggiungimento degli obiettivi di rigenerazione.

Occorre individuare le aree e gli immobili da recuperare e redigere piani e progetti (es. contratti fiume, orti urbani, valorizzazione spazi come le pinete artificiali di Siano e di Giovino) perfettamente integrati nel piano di sviluppo urbanistico della città, contribuendo a una idea di città unica e solidale. I fondi del PNRR saranno una delle principali fonti economiche cui attingere.

Piano Commerciale 

Il piano commerciale della città di Catanzaro approvato con delibera di Giunta Comunale nr 312 del 2008 e nr 352 del 2008, e con validità quadriennale è scaduto nel 2012, da ben 10 anni. La nuova Amministrazione Comunale nella formazione del nuovo piano commerciale, dovrà esaltare la vocazione di ciascun quartiere della città, si pensi al quartiere del food, a quello della moda, a quello della cultura, a quello della tradizione a quello delle botteghe, a quello dell’artigianato, a quello dello sport e, tale  caratterizzazione, sarà per ciascun quartiere, il volano della propria economia e, grazie all’interdipendenza che si andrà a creare tra i quartieri, porterà al successo commerciale l’intera città globalmente intesa. 

In considerazione del ruolo del commercio per lo sviluppo economico della città si propone un piano di interventi che prevede  la tutela e valorizzazione del tessuto commerciale esistente  (anche attraverso la forma innovativa di vendita riconducibile al concetto di plurinegozio cioè di più attività all’interno dello stesso locale al fine di rendere più sostenibili i costi); la riqualificazione urbana delle aree più degradate del territorio anche attraverso la qualificazione architettonica e paesaggistica dell’intervento onde creare una cornice più gradevole per le attività commerciali esistenti e per quelle di nuovo insediamento; politiche volte all’adozione di soluzioni innovative, inclusive e più sostenibili dal punto di vista ambientale; politiche volte alla valorizzazione turistica del territorio onde creare un importante indotto per le attività commerciali; armonizzazione del piano commerciale al piano strutturale comunale avuto riguardo al piano della viabilità ed in generale a quello della mobilità: se si riesce a raggiungere agevolmente le attività commerciali si assicurano continui flussi di utenza alle medesime.

Preliminare sarà il quadro conoscitivo che si formerà a seguito della ricognizione delle imprese esistenti, divise per settore merceologico (alimentare – non alimentare), ubicazione (nelle diverse circoscrizioni territoriali), consistenza (esercizi di vicinato – medie strutture – grandi strutture). Occorrerà, altresì, individuare il commercio in locali al chiuso ed in aree all’aperto con particolare riferimento alla regolamentazione dei mercati e delle aree destinate a parcheggio. Tale ricognizione andrà aggiornata periodicamente onde consentire l’adeguamento del piano alla realtà commerciale in continuo divenire.

Sarà utile adottare disposizioni di salvaguardia, soprattutto per il centro storico, impedendo la vendita di determinate merceologie; individuando le caratteristiche morfologiche delle insegne, delle vetrine, degli elementi di arredo e di illuminazione, valorizzando quelle storiche; l’applicazione di deroghe ai requisiti igienico-sanitari previsti dalla vigente normativa per l’insediamento di nuove attività o la permanenza di quelle già esistenti; valorizzazione delle botteghe storiche.

È necessario disciplinare il commercio sulle aree pubbliche di tutto il territorio comunale attraverso: il divieto di esporre prodotti a terra o sui marciapiedi prescrivendo l’uso di appositi scaffali; forme di agevolazione tributaria anche per l’utilizzo di dehors; la cura e custodia dei locali commerciali non occupati, allo scopo di preservare il decoro dello spazio pubblico; l’eliminazione di prescrizioni (come ad es. corsie di accelerazione e decelerazione della lunghezza di 12 mt), uniche su tutto il territorio, che impediscono l’insediamento di alcune attività commerciali a forte valenza attrattiva.  

Il quadro conoscitivo dovrà essere realizzato da un’apposita commissione che avrà il compito di monitorare periodicamente l’evoluzione e le dinamiche del commercio in città. La nuova regolamentazione verrà istruita dall’apposita commissione consiliare con il supporto del settore competente per materia ed il Consiglio Comunale avrà poi il compito di approvare il nuovo Piano Commerciale della nostra città. Una procedura assolutamente esperibile nei primi cento giorni dall’insediamento della nuova Amministrazione.

Occorre rivedere la pianificazione urbanistico-commerciale contemperando le esigenze di sviluppo ed innovazione del commercio locale con la necessità di tutelare e valorizzare il tessuto commerciale esistente. In particolare, il Nuovo REU (regolamento edilizio) deve disciplinare nuovi criteri per i cambi di destinazione d’uso, favorendoli, se indirizzati all’apertura o all’ampliamento di nuove attività commerciali.

Parte Seconda

Le politiche di sviluppo

Il PSC e le politiche di sviluppo: Psc e Psc associato. 

Il presente e il futuro di Catanzaro passano necessariamente da una visione della città che deve realizzarsi attraverso il nuovo strumento urbanistico. Questo è lo strumento principe attraverso il quale disegnare una nuova città e predisporre e programmare tutti gli interventi in maniera organica e coordinata. Le opere pubbliche annunciate, infatti, sono il frutto di valutazioni e decisioni estemporanee che senza un tessuto urbano predisposto ad accoglierle corrono il rischio di fallire il loro obiettivo ancor prima di essere costruite. È chiaro che una nuova visione urbanistica della città necessita di tempi lunghi di realizzazione. Un nuovo strumento urbanistico ha tempi di approvazione lunghi che possono rendere lo stesso già vecchio prima di essere operativo. Occorre quindi prevedere interventi a breve, medio e lungo periodo tutti funzionali e integrati tra loro consapevoli che la piena attuazione dello strumento vedrà la luce nella sua interezza non prima di 8/10 anni. L’inversione di tendenza potrà però concretizzarsi già a partire dal quarto/quinto anno.  Attualmente nel comune di Catanzaro vige il Piano regolatore approvato definitivamente nel 2002, immediatamente dopo l’entrata in vigore della Legge urbanistica N. 19 del 16 aprile 2002. Quindi questa è una città con uno strumento di previsione risalente a 30 anni fa (20 più il periodo di approvazione di circa 10 anni). 

Il nuovo psc ha preso avvio nel 2013. L’incarico ai progettisti è stato affidato nel 2019 mentre il primo documento è di fine 2021. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: città sfilacciata, sviluppo caotico, mancanza di visione unitaria ecc. Aspetto fondamentale è che la popolazione di Catanzaro nel 1991 era di 96.614 abitanti, nel 2001 di 95.200 abitanti, oggi 86.123. Il decremento demografico conduce a numerose considerazioni. La prima è che la città non è attrattiva e si sta svuotando. Diecimila persone in meno e si continua a costruire residenze, nuove abitazioni, ecc. Il patrimonio immobiliare ha dimezzato il suo valore (basta consultare i dati dell’osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate). Lo strumento urbanistico vigente prevede ancora oggi le realizzazioni di volumi e superfici edificate enormi (milioni di metri quadrati). Il psc a livello comunale deve interagire con i comuni viciniori confluendo per tanto in uno strumento di previsione a livello di comuni associati (Psa). Attualmente l’iter del nuovo psc è al documento preliminare previste dalla legge urbanistica regionale. L’amministrazione comunale di Catanzaro con delibera Cc nel dicembre 2016 ha aderito al principio di consumo di suolo zero (art. 27 quater della legge urbanistica regionale). Tale principio rappresenta “l’obiettivo più apprezzabile e auspicabile per i comuni che, nel suo perseguimento, si prefiggono di non utilizzare ulteriori quantità di superficie del territorio per l’espansione del proprio abitato, superiori a quelle già disponibili ed approvate nel previgente strumento urbanistico generale (Prg), ricorrendo eventualmente ad interventi di compensazione ambientale, intesa quale deimpermealizzazione di aree di pari superficie”). Ovviamente essendoci nel vigente strumento urbanistico la possibilità di realizzazione di milioni di metri cubi come volumi edilizi, il principio di consumo di suolo zero per come sopra descritto, non comporta nessuna limitazione o contenimento reale. Il nuovo Psc invece dovrà individuare metodi, strumenti e azioni per riportare l’edificazione della città e la realizzazione di nuovi volumi in misura compatibile con le reali esigenze e necessità di sviluppo del territorio, favorendo laddove possibile il recupero del patrimonio edilizio degradato esistente.

Il nuovo PSC va integrato con il Piano regolatore portuale e il PUDM (Piano di utilizzo del demanio marittimo) per creare un unicum tra città, porto ed arenile. Il PUDM dovrà prevedere un utilizzo che tenga conto della nuova normativa sulle concessioni demaniali in vigore dal 2024.  Il Piano va realizzato in sintonia con la Regione e con i comuni costieri vicini favorendo l’utilizzo turistico con le nuove idee di mobilità urbana. Le linee guida per la sua redazione dovranno raccomandare come prioritaria l’attenzione nei confronti delle previsioni degli strumenti urbanistici sovraordinati, la compatibilità e reversibilità degli interventi e la ricerca di mixitè nell’individuazione delle funzioni. In sostanza il vecchio Piano spiaggia non più attuale e superato va rielaborato ricercando una connessione con le realtà urbane e territoriali cui appartengono i tratti di costa che saranno coinvolti anche a livello sovracomunale. Tale strumento andrà utilizzato in sintonia con il sistema di mobilità urbana e in particolare la metropolitana Soverato-Botricello. 

Il nuovo PSC dovrà prevedere un Piano degli uffici pubblici, ripensando un’allocazione degli stessi, laddove possibile, prevedendo che eventuali necessità di trasferimento o insediamento di nuovi uffici avvengano secondo criteri razionali e inquadrandoli nel nuovo sistema urbanistico e nel sistema di mobilità, realizzando collegamenti funzionali e veloci tra essi.

Ricognizione e valorizzazione del patrimonio comunale

Obiettivo prioritario sarà la ricognizione del patrimonio comunale rendendo pubblici i beni dell’amministrazione a seguito di tale azione si procederà a individuare:

 -aree da concedere a prezzi agevolati per l’insediamento di start up giovanili (anche in sintonia con il PSC per individuare le relative destinazioni);

-aree agricole di proprietà comunale da dare in utilizzo mediante evidenza pubblica per orti urbani, verde urbano, insediamenti agricoli. Per valorizzare gli immobili di proprietà comunale destinati all’istruzione occorrerà realizzare un impianto sportivo/multifunzionale per ogni istituto comprensivo nelle aree di corte degli edifici comunali interessati. Catanzaro ed il territorio dell’istmo: l’asse urbano Catanzaro Lamezia. I distretti produttivi e culturali per la rinascita del ruolo di capoluogo: gli accordi di programma con i comuni dell’istmo.

B] Infrastrutture Comunali:

Le infrastrutture comunali possiamo distinguerle in verdi, blu e tecnologiche, viarie e ferroviarie, canalizzazioni da dare in concessione. Il Comune di Catanzaro non si è mai dotato né di un piano né di un regolamento per la programmazione e la gestione, cosa che invece questa Amministrazione intende effettuare.

Infrastrutture verdi

Allo stato attuale, il verde pubblico nella città, dai quartieri ai centri storici, è trascurato e in molti casi in stato di abbandono e degrado totale. La nostra amministrazione porrà attenzione, sin da subito, al decoro urbano partendo dalla cura e dalla valorizzazione del verde pubblico.

Sin dall’ingresso in città, Catanzaro dovrà risultare agli occhi di coloro che vivono il territorio come un giardino diffuso, fatto di colori e odori che caratterizzano la natura mediterranea del nostro capoluogo.

Al fine di razionalizzare le aree verdi, è contemplata una classificazione alla quale è associabile un diverso metodo di gestione e diverse possibilità d’intervento: verde storico, verde urbano di decoro, verde pertinenziale, verde stradale, parchi e giardini, bosco, verde marginale, aree destinate all’agricoltura.

L’opera di pianificazione e classificazione dovrebbe condurre verso un “mappa del verde urbano” che definisca una varietà di tipi di spazi verdi per venire incontro alle richieste della collettività.

Dalla fase di pianificazione alla fase attuativa, occorrerà prestare la necessaria attenzione alla fase di gestione e manutenzione.

Tale ultima fase potrà essere attuata in sinergia tra il pubblico e il privato secondo forme e modalità snelle, consentite dall’attuale normativa in materia di lavori pubblici.

I parchi, le aree verdi e naturali (per esempio Bosco Li Comuni, Pineta di Giovino, Valle del Corace, ecc.) saranno oggetto di una proposta per la qualificazione come aree protette. 

Conseguentemente a ciò la nostra amministrazione si farà promotrice di “Laudato sì”, un Festival nazionale sulle Aree protette, da tenersi ogni anno a Catanzaro su un tema ambientale di stringente attualità. Con dibattiti e premi da conferirsi, da parte di un qualificato team tecnico-scientifico, a pubblicazioni e tesi di laurea sull’argomento e favorendo al suo interno iniziative musicali nella formula “di luce propria”, senza alimentazione ma in acustico e in siti di grande interesse naturalistico.

L’obiettivo sarà realizzare un programma del verde, per avere una gestione efficace ed efficiente dell’organizzazione, della cura e della manutenzione costante. 

Vi sono diversi strumenti finanziari, a cui partecipare per finanziare la riorganizzazione e la cura del verde: nuovi bandi Life, nuovi bandi europei a favore del clima, del verde e della transizione ecologica, gli Snaps (Strategic Nature Projects) ed i SIPS (Strategic Integrated Projects). 

Risorse del PNRR:

Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra urbano: investimento da 330 milioni avviato il 1° gennaio 2021 con data di chiusura prevista per il 31 agosto 2026.

Infrastrutture BLU

Trattasi di un patrimonio della città da censire e valorizzare: principalmente le reti acquedottistiche e le fiumare. 

Nel paragrafo del servizio idrico si è già detto che occorre censire, digitalizzare e razionalizzare le reti. Si ha una dotazione idrica in l/ab/giorno molto elevata per la città di Catanzaro. Realizzando un piano adeguato si può aumentare la disponibilità di acqua (optimum disponibile h/24) per i cittadini, diminuendo la dotazione, e conseguendo quindi un risparmio sulle tariffe.

Le fiumare andranno valorizzate con i contratti fiume e utilizzate come raccordo tra i vari quartieri della città, attraverso una vera e propria opera di rigenerazione urbana.

Infrastrutture tecnologiche

Occorre realizzare un piano per coprire tutte la città con ripetitori (pali su cui appoggiarsi, preferibilmente pali per l’illuminazione, già esistenti) o canalizzazioni sotterranee. Queste infrastrutture serviranno per essere date in concessione a aziende tecnologiche o per costruire una rete di proprietà comunale (gestione traffico, videosorveglianza, wi-fi, ecc.)

Infrastrutture viarie

Ogni nuova strada o ogni ampliamento di quelle esistenti dovrà essere pensata e inquadrata nel nuovo strumento urbanistico (PSC) comunale nonché (se di importanza maggiore) negli strumenti urbanistici sovraordinati, perché dovrà essere funzionale al sistema di città che si intende realizzare. In tal senso ogni opera sarà funzionale alle linee pensate per ricollegare i vari quartieri. Una unica idea che all’interno del PSC sia interfacciata con la mobilità e con la rigenerazione urbana e con le complessive politiche di sviluppo.

Per il sistema viario comunale si intende provvedere a una completa digitalizzazione dello stesso con il seguente duplice obiettivo: 1) disporre delle necessarie informazioni per la progettazione e la pianificazione; 2) costruire un sistema real time che permetta di seguire da parte dei cittadini ogni intervento di manutenzione e il relativo cronoprogramma con un’azione interattiva anche per segnalare buche, dissesti, ecc.

Risorse del PNRR

Rafforzamento mobilità ciclistica: investimento da 600 milioni avviato il 2 febbraio 2021 con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026.

Infrastrutture ferroviarie

Con il pendolo in fase di realizzazione, occorrerà valorizzare la linea ferrata FFSS esistente tra Soverato e Botricello, realizzando un sistema intermodale con veloci zone di scambio e con il collegamento dell’istmo Crotone Lamezia; si dovrà realizzare il PUMS (piano urbano di mobilità sostenibile) costituente volano di sviluppo, soprattutto per le attività turistiche e commerciali. Tale sistema dovrà favorire il movimento dei pendolari, limitando l’ingresso delle auto in città con ovvi benefici per il miglioramento complessivo della qualità della vita.
Al fine di un pieno utilizzo e funzionalità del sistema metropolitano in corso di realizzazione, sarà decisivo proporre la realizzazione di una integrazione tra le stazioni FS e Fdc di Catanzaro Lido e di Germaneto.

Lo Sport 

L’impiantistica sportiva comunale è allo stato vetusta, inadeguata, insufficiente e non idonea. Tutto ciò si traduce in un’offerta sportiva non adeguata alle esigenze delle Associazioni e Società sportive e della cittadinanza in generale. Il rilancio del settore deve passare inevitabilmente dalla riqualificazione degli impianti esistenti (in primis l’omologazione del campo scuola) e dalla costruzione di nuovi impianti con particolare attenzione alle zone più degradate. L’obiettivo è quello di istituire una Consulta dello sport che operi in una logica di sistema (mediante il coinvolgimento delle Associazioni e Società sportive e delle federazioni sportive operanti sul territorio) e che sia in grado di favorire l’incremento della pratica sportiva anche tra i disabili ed in età scolare. E più in generale, operi per il miglioramento della qualità di vita, la tutela della salute e dei rapporti sociali.

Un piano strategico per le attività sportive e ricreative

Per poter garantire ai cittadini il pieno accesso alla pratica sportiva, indispensabile strumento per il loro benessere psicofisico, è quanto mai opportuno che il Comune di Catanzaro si doti di un Piano strategico dello sport e tempo libero. Tale piano dovrà basarsi sui fabbisogni riscontrati attraverso un confronto costante con le società sportive e con gli enti di promozione sportiva; sarà riservata particolare attenzione alle Associazioni sportive e sociali che promuovono attività sportiva in favore di soggetti disabili. 

   Preliminarmente il Piano dovrà individuare tutti i soggetti operanti effettivamente sul territorio comunale, con le relative attività svolte. A tal fine, per evitare problematiche connesse alla individuazione dei soggetti privati ed anche per agevolare i rapporti tra Ente comunale e ASD, si procederà ad una richiesta di iscrizione gratuita presso un apposito registro tenuto dal Comune di Catanzaro. Il registro permetterà a tutte le Società di essere informate su ogni singola iniziativa (pubblica o privata) che si svolgerà all’interno del territorio comunale, attraverso comunicazioni via web, e di poter presentare eventuali progetti o istanze all’autorità comunale.

Tale attività, nella prospettiva di un capillare sviluppo del movimento sportivo, si porrà alla base di una collaborazione sinergica tra Comune, Enti sportivi e ASD, che assumerà una importanza ancor più rilevante se si considera il fatto che la città di Catanzaro è stata eletta capitale dello sport 2023 e che il PNRR prevede rilevanti possibilità di accesso a finanziamenti sia per gli enti pubblici e sportivi che per le ASD.

Per tali motivi il Comune conta di dotarsi di uno sportello “ad hoc”, che offrirà assistenza gratuita in ambito progettuale, giuridico, legale e divulgativo.  

Al fine di predisporre un piano dello sport confacente il più possibile alle esigenze del territorio sarà necessario procedere al censimento di tutta l’impiantistica sportiva esistente, sia pubblica che privata.

Riqualificazione e/o potenziamento degli impianti sportivi di base

Il Piano deve prevedere la cura del patrimonio scolastico esistente in città nonché la riqualificazione e/o la creazione di nuove strutture sportive, con particolare riguardo ai quartieri disagiati o privi di impiantistica adeguata, potenziando l’offerta attraverso: la manutenzione delle palestre esistenti e la riqualificazione delle palestre attualmente dismesse o non a norma (per 4   sono già previsti interventi di risanamento ed adeguamento finanziati da MIUR); manutenzione e riqualificazione dell’impiantistica sportiva esistente; realizzazione di nuovi impianti sportivi, tenendo conto delle esigenze del territorio; potenziamento delle infrastrutture sportive attraverso investimenti mirati. Per la realizzazione di tali obiettivi, il Comune dovrà attingere inevitabilmente, oltre alle risorse già utilizzate nei propri bilanci, da incrementare comunque almeno nella misura del 10% annuo, anche e soprattutto al nuovo PNRR in materia di sport, che prevede lo stanziamento complessivo di 1 miliardo di euro, di cui € 300 milioni destinati al potenziamento delle infrastrutture scolastiche ed € 700 milioni per la creazione di impiantistica sportiva.

Gli investimenti in ambito sportivo saranno pensati anche in ambito di Rigenerazione Urbana.

Una interazione tra sport e istruzione avverrà con uno degli obiettivi di questa amministrazione: realizzare, come già detto, negli immobili di proprietà comunale destinati all’istruzione un impianto sportivo/multifunzionale per ogni istituto comprensivo, preferibilmente nelle aree di corte degli edifici comunali interessati (è stata già accertata, infatti, la disponibilità dell’area).

In ultimo, tenuto conto delle problematiche connesse alla possibilità di agevolare l’accesso presso le strutture, sarà necessario concordare con l’AMC apposite corse e/o fermate in prossimità di strutture o impianti sportivi.

   La realizzazione del Piano dovrebbe permettere alla cittadinanza di: incrementare almeno del 15% la pratica dello sport in età scolare; incrementare del 20% gli accessi nelle Società sportive; incrementare l’attività sportiva delle persone diversamente abili e nelle aree ad oggi considerate di maggior degrado sociale e strutturale; aumentare gli eventi sportivi cittadini; migliorare sensibilmente lo stato di benessere psicofisico dei cittadini.

               Tali obiettivi diventano ancor più rilevanti se si tiene conto del fatto che la città di Catanzaro è stata eletta Capitale dello Sport per l’anno 2023.

Risorse del PNRR:

Potenziamento infrastrutture per lo sport a scuole: investimento di 300 milioni in avvio il 1° ottobre 2021, con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026. La misura rafforzerà le infrastrutture sportive, così da combattere l’abbandono scolastico, incentivare l’inclusione sociale e rinforzare le attitudini personali.

Politiche per l’istruzione

Le azioni da porre in essere per rafforzare il sistema- istruzione devono tendere ad ampliare i servizi educativi per l’infanzia e fornire e/o potenziare servizi essenziali agli alunni delle scuole del I ciclo; ampliare la platea dell’offerta formativa, dando nuove opportunità di istruzione a giovani/adulti, scarsamente qualificati, analfabeti o analfabeti di ritorno; alfabetizzare i tanti stranieri presenti sul territorio che, spesso scolarizzati nei paesi d’origine, hanno necessità di imparare l’Italiano; perseguire l’inclusione sociale, coinvolgendo fasce di popolazione escluse e distanti dal mondo della formazione; realizzare almeno un ITS sul territorio, al fine di connettere le politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali di orientamento in uscita.

Le scuole costituiscono il motore della promozione delle attività culturali e sportive della città. In tale direzione sarà necessario promuovere la adozione di un Patto di Comunità con le Istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio, al fine di rendere attivo un servizio di formazione extracurriculare, la costituzione di reti tra le scuole, nel settore dello sport e della cultura, le quali si dovranno raccordare con le istituzioni centrali, si da promuovere un sistema virtuoso.

Il ruolo di capoluogo di regione si sostanzia anche nell’attenzione verso l’”altro”, nella sua accezione più vasta, e verso le tante marginalità derivanti da un progressivo impoverimento del territorio: mancanza di opportunità, disoccupazione, inoccupazione, esodo migratorio dei giovani. Basta guardare con attenzione al fenomeno dell’abbandono scolastico, nel quale la nostra regione figura tristemente ai primi posti nelle classifiche, che mette in evidenza alcuni dati di fatto: la situazione di svantaggio in cui versano i bambini provenienti da contesti migratori, i bambini rom e i bambini con bisogni specifici (BES – DSA); la concezione dei sistemi d’istruzione, (metodi di insegnamento, piani di studio, attività extra curriculari) non sempre adeguata ai tempi, poco flessibile e priva di servizi specifici che facilitino la permanenza a scuola, si rivela inefficace in situazioni di particolare disagio e marginalità. 

Da alcuni anni, in risposta ad una logica del decentramento e del rafforzamento dell’autonomia territoriale, alcune funzioni e competenze amministrative, già del Ministero dell’Istruzione sono state trasferite alle Regioni, ai Comuni e alle Province (ad esempio: calendario scolastico, programmazione dell’offerta formativa integrata di istruzione e formazione, distribuzione della rete scolastica sul territorio, istituzioni e chiusura di scuole, diritto allo studio, borse di studio ecc.).

Fino a poco più di un decennio fa, Comuni e Province avevano nei confronti della scuola statale un prevalente ruolo di servizio. Fornivano i locali, l’illuminazione, il riscaldamento, l’approvvigionamento idrico, i servizi telefonici. Per gli edifici scolastici, di cui normalmente Comuni e Province sono anche proprietari, avevano l’obbligo di sostenere le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tutti questi servizi sono rimasti, ma una norma sul decentramento amministrativo e sul trasferimento di funzioni dallo Stato agli enti territoriali (cfr. decreto legislativo 112/1998) ha assegnato a Comuni e Province competenze amministrative anche in campo scolastico, in precedenza a carico dello Stato.

Le scuole di pertinenza dell’Amministrazione comunale sono:

1) quelle riferite al I ciclo di Istruzione (Nidi, Scuola dell’infanzia, Scuola primaria, Scuola secondaria di I grado) che, al fine di rispondere ai bisogni essenziali delle famiglie ed in particolare delle donne su cui spesso gravano le principali incombenze legate alla gestione dei figli, necessitano di investimenti e servizi più efficienti, a breve, medio e lungo termine, tra cui:

Trasporto scolastico dedicato, esteso a tutti i bambini e ragazzi delle scuole comunali, a parziale carico delle famiglie su modello ISEE anche entro una certa distanza minima in modo da garantire il servizio a tutti coloro i quali ne avessero reale necessità. Inoltre, questa valida alternativa all’utilizzo dell’auto privata per raggiungere la scuola, avrebbe anche buoni risvolti sull’impatto ambientale;

Edilizia Scolastica: rendere le scuole più sicure, efficienti, accessibili, ma anche innovative attraverso interventi di efficientamento energetico degli edifici scolastici;

Vigilanza fuori dalle scuole primarie e accoglienza regolare dei bambini al mattino, in tutti gli istituti scolastici presenti sul territorio comunale, prima dell’avvio della didattica e a conclusione delle lezioni. Coordinando le attività di Cooperative sociali, Associazioni di Volontariato e del Terzo Settore, il servizio prevedrebbe un contributo minimo a carico delle famiglie; 

Mense scolastiche in tutte le scuole dotate di personale e spazi idonei, al fine di garantire il tempo pieno alle famiglie che ne facciano richiesta, a parziale carico delle famiglie su modello ISEE;

Progetti a supporto e rafforzamento del potenziale della nostra popolazione scolastica. L’obiettivo è quello di rafforzare il mondo dell’istruzione ancor più impoverito e prossimo all’uscita dallo stato pandemico. Non a caso nelle missioni del fondo PNRR Next Generation EU ci saranno più bandi finalizzati al rafforzamento del tessuto scolastico in termini di strutture, organico e reti che supportano il mondo scuola. In ambito UE si parla sempre di: “triangolo della conoscenza” (istruzione, ricerca e innovazione), che svolge un ruolo essenziale nel promuovere la crescita e l’occupazione. Sarà fondamentale quindi l’impegno nel garantire il diritto allo studio e l’inclusione sociale attraverso l’istruzione e la formazione, realizzando, di concerto con le istituzioni scolastiche, iniziative e progetti collaterali che rispondano anche all’esigenza di tenere le scuole aperte il più possibile favorendo la permanenza a scuola soprattutto dei ragazzi che vivono condizioni di marginalità. 

 2) L’altro segmento scolastico di competenza comunale è, a dispetto del nome, quello che fa capo al Centro Provinciale per I ‘Istruzione degli Adulti (CPIA), che riveste carattere “provinciale” per il fatto di avere diverse Sedi Associate, disseminate sul territorio della Provincia, comprese le sedi carcerarie. Un’istituzione scolastica che di per sé costituisce un modello di “rete”, e che coordina anche gli altri CPIA della Calabria in progetti di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo di metodologie didattiche e materiali per l’insegnamento. La promozione di uno sviluppo socioeconomico compatibile con l’inclusività sociale può avvenire in maniera efficace solo attraverso l’istruzione di base, da cui tuttora risultano escluse intere fasce della popolazione, e la formazione continua, il cosiddetto long life learning o apprendimento lungo l’arco della vita, nella prospettiva di una riqualificazione delle competenze possedute o attese, in vista dell’inserimento, reinserimento e/o riposizionamento nel mondo del lavoro. 

Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri, dai 16 anni in su, compresi i giovani/adulti delle Scuole carcerarie, eroga i seguenti servizi: 

– Corsi di Alfabetizzazione per stranieri, finalizzati alle certificazioni di livello A1 e A2; 

– Percorsi finalizzati a conseguire il titolo del I ciclo di Istruzione (ex Terza media); 

– Percorsi di raccordo con le Scuole superiori serali e corsi modulari di diverse discipline;

– In accordo con la Prefettura, sessioni di Formazione civica dei cittadini stranieri appena arrivati sul territorio e Test di Lingua Italiana per ottenere la Carta di Soggiorno.

Attualmente il CPIA di Catanzaro ha sede nel quartiere Gagliano, piuttosto lontano dai quartieri dove risiede la maggior parte degli stranieri presenti in città e difficilmente raggiungibile da questa particolare utenza. Sarebbe utile, valorizzando le strutture scolastiche non utilizzate o sottoutilizzate, disseminare tali presìdi in alcuni punti strategici del territorio comunale, ad esempio: il centro storico, abitato e frequentato da moltissimi cittadini stranieri; quartieri periferici e marginali come il Corvo e la zona di Viale Isonzo; il quartiere Lido, dove in passato esisteva la scuola serale per adulti, poi chiusa per miopia politica e assenza di coordinamento. 

In tali luoghi, si potrebbero istituire “Punti di erogazione del Servizio CPIA”, che con poche aule dedicate allo scopo, garantirebbero la fruizione di un servizio d’istruzione essenziale e realmente “a portata” dell’utenza; nuove opportunità didattico-formative per chi difficilmente si sposta dal proprio quartiere di vita e/o di lavoro; un importante presidio di legalità in quartieri in cui la presenza dello Stato è decisamente poco avvertita. 

Così facendo non solo si avrà una notevole riduzione del gap formativo e sociale presente tra le varie comunità presenti sul territorio, ma si avrà un collegamento tra quartieri riducendo al minimo le disparità tra centro e periferia.

Tra le Istituzioni scolastiche che dovremmo puntare ad avere sul nostro territorio, ci sono gli ITS, Istituti Tecnici Superiori che offrono una formazione post-diploma alternativa alla laurea, di durata biennale, in diversi settori. Si tratta di scuole ad alta specializzazione tecnologica che permettono di conseguire il diploma di tecnico superiore e rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una strategia fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali: l’obiettivo è sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi, con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese. Un segmento formativo che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Si costituiscono secondo la forma della Fondazione di partecipazione, secondo il modello di gestione pubblico-privata di attività no-profit.

All’atto della costituzione della fondazione, tutti i soggetti fondatori apportano risorse finanziarie, logistiche, strumentali, umane. All’Istituto tecnico o professionale che ha promosso la costituzione della fondazione medesima è affidato il ruolo di ente di riferimento dell’ITS. Solitamente i fondi di finanziamento sono di provenienza Comunitaria con una piccola partecipazione da parte degli enti comunali. Sono istituti molto importanti perché favoriscono la riduzione dell’esodo dei giovani verso altre regioni italiane o addirittura fuori nazione e danno opportunità immediate di lavoro (Statisticamente oltre l’80% di chi frequenta gli ITS trova immediatamente lavoro) facendo rete tra formazione (cultura) e occupazione (lavoro). È del 22 febbraio la notizia relativa alla discussione sugli ITS con la prospettiva di divulgare l’offerta formativa di questi istituti le scuole di secondo grado della regione, di realizzare nuove sedi con campus, di promuovere partnership internazionali e stage per studenti, incentivati con borse di studio regionali, di sottoscrivere convenzioni con le università calabresi per il riconoscimento dei crediti formativi al fine di realizzare sistemi di passerella per il conseguimento di lauree triennali. È previsto lo stanziamento di circa 2 mln di euro per il 2022, a cui si uniranno i 27 milioni di Fondi comunitari per il periodo 2023-2030 e le ulteriori risorse nazionali previste dal PNRR. Obiettivo specifico del piano è l’aumento degli iscritti a percorsi ITS del 100%.

Attualmente in Calabria abbiamo 8 ITS, di cui uno in provincia di Catanzaro (Soverato). Proporremo l’istituzione di almeno tre ITS, sulla base degli atti deliberativi adottati dalla Regione Calabria in tema di sanità, nautica e food. Indipendentemente dalla realizzazione di nuovi corsi, è fondamentale lavorare sull’orientamento in uscita degli studenti delle scuole superiori e sul collegamento tra scuole e università, favorendo la nascita di start-up e l’auto imprenditorialità dei giovani, attraverso misure di supporto che l’Amministrazione comunale può mettere in atto. Ad esempio, i terreni ad uso agricolo di proprietà pubblica potrebbero essere concessi in uso, gratuito e a tempo determinato, ai diplomati dell’Istituto Agrario che intendano avviare un’attività d’impresa, così come altri spazi comunali potrebbero essere destinati a giovani professionisti, artigiani, artisti, che non hanno la possibilità di sostenere le spese iniziali della loro attività lavorativa.

Più in generale, sarebbe opportuno che tutti i Bandi pubblici regionali prevedessero obbligatoriamente tirocini formativi destinati ai giovani, in modo da garantire loro esperienza sul campo e un concreto avviamento al mondo del lavoro.

Risorse del PNRR:

Piano asili nido: Investimento da 4,60 miliardi di euro avviato il 1° gennaio 2021, con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026.

Piano di estensione del tempo pieno e delle mense: Investimento da 960 milioni in avvio il 1° gennaio 2021, con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026.

Piano di messa in sicurezza dell’edilizia scolastica: investimento 3,90 miliardi in avvio il 1° gennaio 2021, con data di chiusura prevista per il 30 giugno 2026.

Scuola 4.0: scuola innovativa, nuove aule didattiche e laboratori. Investimento di 2,1 miliardi avviato il 1° febbraio 2020, con data di chiusura prevista il 31 dicembre 2025.

Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria: investimento da 1,5 miliardi 1° gennaio 2022, con data di chiusura 30 giugno 2026. Lo scopo della misura è quello di aumentare il numero di ATS.

 C] La Valorizzazione dei Quartieri 

Il distretto di Catanzaro deve trovare nel centro la propria istituzione, mantenendo la circolarità tra i quartieri attraverso una ricucitura funzionale. Ma per fare questo, deve essere individuata la vocazione principale di ogni quartiere, da valorizzare, e nello stesso tempo radicando scuole attrezzate. 

Catanzaro Lido deve essere valorizzata la componente turistica, ma lo sviluppo turistico non può essere l’unica vocazione del quartiere marinaro: si può pensare di introdurre in sistemi produttivi del terziario che non hanno impatto ambientale ma che consentono lo sviluppo di iniziative economiche e occupazione. Possiamo pensare alla realizzazione di un parco di rigenerazione urbana attraverso i due canali di Roccelletta e di Corace. 

I quartieri di Santa Maria-Corvo-Aranceto, viale Isonzo possono ospitare delle strutture sportive diffuse: questa area non può che essere il modello di sviluppo delle politiche sociali a favore delle persone più disagiate. 

Gagliano, invece, potrebbe trovare la propria identità sul “food” con una struttura produttiva che si colleghi al resto del distretto, puntando in particolare sulla formazione di giovani professionisti ed imprenditori nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli e sulla ristorazione d’eccellenza.

Mater Domini potrebbe puntare a rafforzare il profilo sanitario. 

Siano potrà essere fortemente caratterizzato dalla pineta e puntando sulla valorizzazione ambientale potrebbe rappresentare un modello di sperimentazione e anche un luogo di partecipazione sul piano dell’educazione ambientale e di partecipazione delle famiglie. 

Germaneto: bisogna costruire un percorso affinché sempre più giovani vengano all’Università di Catanzaro. Questo quartiere deve essere destinato a diventare un distretto della produzione e dell’innovazione tecnologica che le imprese devono guardare con grande attenzione.

La necessità di “unificare” i quartieri della città di Catanzaro deve essere perseguita sia dal punto di vista “fisico” attraverso dei collegamenti materiali che includano una rigenerazione urbana: si pensi al collegamento fra Catanzaro centro storico e Catanzaro Lido che potrebbe essere oggetto, come già deliberato dal Consiglio comunale nel 2017, di un Contratto Fiume capace di collegare tanti quartieri della zona sud della città. I collegamenti che materiali con gli altri Quartieri devono essere giustapposti a collegamenti funzionali: questo significa che si devono prevedere delle opere all’interno di alcuni quartieri che per un verso valorizzino quelle zone e per altro verso attraggano i cittadini degli altri quartieri. Tutto questo determinerebbe la costituzione, finalmente, di una cittadinanza unita che si muove congiuntamente verso il progresso di questa città.

L’obiettivo di ricucire funzionalmente i quartieri della città deve essere perseguito, dunque, valorizzandone le specifiche vocazioni. Per farlo la nuova amministrazione comunale dovrà essere in grado di sfruttare le opportunità offerte della riforma del sistema Its prevista dal Pnrr. Le Fondazioni ITS (scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica che permettono di conseguire il diploma di tecnico superiore) prevedono la partecipazione virtuosa degli istituti scolastici, delle istituzioni Universitarie, degli enti locali e delle imprese in un percorso di valorizzazione territoriale in grado di offrire opportunità di occupazione per i giovani. La riforma degli ITS mira a semplificare il modello organizzativo e didattico, ad aumentare il numero degli istituti e degli iscritti, a migliorare la qualità del collegamento con la rete degli imprenditori nei territori. La nuova amministrazione comunale dovrà, dunque, farsi promotrice dell’istituzione di ITS di cui il capoluogo è attualmente sprovvisto.

Mobilità urbana

Il problema della mobilità urbana va affrontato sulla base di una visione complessiva della città e del suo Hinterland, ristabilendo la centralità del capoluogo di regione, e tenendo conto anche della diversa conformazione territoriale della parte nord e sud della città. 

Sulla base di un Piano di mobilità urbana sostenibile (PUMS), finanziabile direttamente a sportello in Europa, è possibile individuare i seguenti obiettivi prioritari: realizzare un collegamento veloce Sant’Elia-Piazza Roma-Catanzaro Lido. Realizzare un altro collegamento veloce da Gagliano a Siano, attraverso quindi due direttrici nord-sud, est-ovest. Realizzare nel tratto Ospedale civile-Gasometro una serie di parcheggi per complessivi 800 posti auto circa in aggiunta a quelli attualmente esistenti: Parcheggio Musofalo, ospedale civile, cimitero, Stazione Fdc via Milano, via Carlo V, parcheggio Politeama, Bellavista, Gasometro. 

Realizzare un collegamento metropolitano sulla direttrice Soverato-Botricello sulla linea ferrata esistente con quattro fermate intermedie nella zona lungo il quartiere Lido, realizzando anche nella zona del quartiere marinaro, a monte della ferrovia, oltre che un bypass stradale con ingresso stazione ferroviaria e uscita Chiesa Sacro Cuore, una serie di parcheggi a servizio del quartiere stesso. Realizzare un sistema intermodale con biglietto unico: mezzo extraurbano, mezzo urbano e parcheggio che consenta la mobilità in tutto l’agglomerato urbano della città. Ciò avviene con l’interconnessione delle varie infrastrutture comunali e distrettuali. 

Nel medio termine occorrerà avvicinare il campus di Germaneto e la Cittadella regionale ai vari quartieri della città, in particolare al centro storico, diminuendo i tempi di collegamento con linee di bus dedicate. Ciò anche in un’ottica di favorire l’insediamento residenziale degli studenti universitari in questi quartieri, oltre che, ovviamente, nel quartiere Lido.

Alla luce della riapertura e della creazione di parcheggi comunali, proponiamo una diversificazione della mobilità sostenibile nelle diverse aree della città, volta a ridurre l’impatto ambientale in conformità con gli obiettivi europei e del PNRR. 

Catanzaro centro potrà consentire, in partnership con società specializzate, di spostarsi con mezzi elettrici, quali biciclette e monopattini, prevedendo al contempo lo sviluppo di infrastrutture di ricarica elettriche. Tutto collegato alla creazione della comunità energetica che consentirà l’autosufficienza di una mobilità sostenibile urbana.

Catanzaro lido potrà diventare un quartiere da vivere in bicicletta, attraverso un’adeguata infrastruttura che colleghi tutte le zone e una mobilità all’interno dello stesso a 360 gradi. Non un tragitto ciclabile, ma un quartiere interamente da vivere con la bici o con altri mezzi a ridotto impatto ambientale.

L’intera visione di mobilità sostenibile potrà essere finanziabile con il PNRR, con le diverse misure previste per ammodernare i veicoli tradizionali e convertirli in elettrici, ma anche per creare nuove infrastrutture sostenibili.

Risorse del PNRR:

Installazione di infrastrutture di ricarica elettrica: Investimento da 741.3 milioni avviato il 2 gennaio 2021 con data di chiusura prevista il 7 gennaio 2026. L’investimento mira a costruire le infrastrutture necessarie per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica , aumentare il numero di veicoli (pubblici e privati) a emissioni zero e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti, realizzando entro il 2026 entro 20.000 punti di ricarica rapida in autostrada e nei centri urbani.

Catanzaro, Centro del Distretto Culturale 

Il Distretto Culturale trova il suo cuore nel centro storico di Catanzaro, perno di un sistema che mette in rete Istituzioni strategiche come il nascente Politecnico delle Arti, spazi culturali da valorizzare appieno come il Complesso Monumentale San Giovanni con le sue Gallerie, il Museo Marca, il Teatro Politeama e il nuovo Teatro Masciari, manifestazioni e iniziative dell’associazionismo da coordinare e stabilizzare anche guardando alle ricadute turistiche. Faremo in modo che permangano e crescano sul territorio. Per costruire un’offerta culturale valida è necessario favorire la nascita di nuove iniziative e sostenere, potenziare e dare ascolto alle tante realtà cittadine che da anni operano nel campo della Cultura e in particolare, manifestazioni storicizzate, che saranno oggetto, laddove possibile, di uno specifico lavoro di valorizzazione e promozione su scala nazionale.

L’obiettivo è fare del capoluogo la città della cultura e dell’accoglienza, orgogliosa della propria identità, favorendo ad esempio le “residenze d’artisti” e una reale integrazione del mondo universitario e delle associazioni nella vita e nel dibattito culturale, puntando alla qualità e sostenibilità dei progetti, alla nascita di produzioni teatrali, musicali, artistiche, di danza, ad un’orchestra stabile, e a tutto ciò che questo comporta in termini di formazione delle maestranze e ricadute professionali, come strumenti di un nuovo sviluppo economico.

Le principali linee di azione delineate nel nostro Programma concernente la Cultura sono interamente finanziabili con le risorse previste nella terza componente della Missione 1 Del PNRR, interamente dedicata a Turismo e Cultura 4.0.

È nostra intenzione valorizzare il patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presente in città.

Al contempo Catanzaro, con un’attenzione specifica da parte della nostra amministrazione, potrà diventare un’eccellenza nel campo dell’arte contemporanea, grazie alle importanti opere presenti all’interno del Parco della Biodiversità, alla presenza del MARCA e all’imminente inaugurazione del MUDIAC, il Museo Diffuso per le vie della città, che vede già coinvolto il Ministero della Cultura e che potrà diventare contenitore capace di valorizzare patrimoni materiali e immateriali costitutivi dell’identità cittadina, come l’antica arte della seta, per secoli l’attività più fiorente del capoluogo. 

Il centro storico cittadino rappresenterà il cuore pulsante dell’attività culturale cittadina e al contempo, in ogni quartiere dovrà essere presente uno “spazio culturale di prossimità”, che avrà il compito di attivare e coinvolgere tutti i cittadini.

I centri di prossimità potranno essere spazi già esistenti o nuovi spazi oggetto di specifici progetti di rigenerazione urbana.

Crediamo che i musei, i teatri e tutti gli spazi culturali cittadini abbiano un ruolo decisivo nella rinascita della città e dovranno diventare centri dinamici, capaci di creare una reale crescita complessiva del territorio, di proporre contenuti innovativi e creare comunità.

Agli spazi inutilizzati servono idee, ai cittadini servono spazi. Partendo da questa semplice considerazione, daremo vita ad un programma volto a destinare nuovi luoghi alla cultura anche sfruttando le possibilità di partenariati pubblico-non profit offerte oggi dalla riforma del terzo settore, lasciando libertà creativa alle organizzazioni cittadine, ma dotando la città di un regolamento che preveda un modello di monitoraggio e valutazione della gestione, dei risultati e degli impatti.

Vogliamo rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali in città e parimenti puntare sulla crescita dell’attività culturale indipendente. 

Alcune azioni finalizzate al raggiungimento dei suddetti obiettivi:

  • Istituzione di una consulta della cultura, composta dai rappresentanti del mondo culturale cittadino, quale articolazione della conferenza dei cittadini.
  • Tutte le strutture culturali istituzionali dovranno assumere nel proprio programma, attività rivolte ai ragazzi più giovani.
  • In ogni rapporto di collaborazione con Enti del Terzo Settore operanti in ambito culturale, sarà esplicitamente richiesto di svolgere attività rivolte anche ai ragazzi più giovani.
  • Archivio cittadino e Biblioteca dovranno assumere una portata dinamica e promozionale della cultura, è importante valorizzare il patrimonio culturale custodito e garantire giorni e orari di apertura che consentano agli studenti, per i quali questi luoghi rappresentano una risorsa inestimabile, la migliore fruizione possibile.
  • Porteremo avanti una forte azione di coordinamento e ottimizzazione delle risorse sui musei cittadini anche con l’intenzione di potenziarne gli aspetti relativi alla comunicazione e promuovere iniziative congiunte come biglietteria unica e tessera dei musei. 
  • San Giovanni: Rivedere i rapporti con l’università, per consentire anche il ripristino della destinazione univoca dell’intero complesso alle attività culturali, istituendo in esso il punto di attrazione dell’attività culturale della città e del territorio del circondario. 
  • Valorizzazione della figura di Mimmo Rotella e di Saverio Rotundo anche con una programmazione dedicata.
  • Introduzione di un sistema di semplificazioni e agevolazioni finalizzate a favorire la presenza della musica dal vivo all’interno dei locali cittadini.
  • Individuazione di un percorso comune, di nuove sinergie e strategie condivise con gli eventi presenti in città.
  • Istituzione di uno Sportello Unico Eventi, deputato ad agevolare e supportare le organizzazioni in tutti i passaggi burocratici e gli obblighi oggi previsti.
  • Regolamentare la co-gestione degli spazi pubblici affidati ad organizzazioni del terzo settore.
  • Istituzione di un evento di luci architetturali e proiezioni, che valorizzi la storia della città, ripercorrendo l’evoluzione storica dei suoi edifici più importanti.
  • Promozione di un distretto dei siti archeologici al fine di valorizzarli e in tale contesto sarà promossa una ricerca tecnica e storica sulla Catanzaro sotterranea, al fine di ricostruire la esatta consistenza delle gallerie di Catanzaro e porre le basi per una loro ristrutturazione per una eventuale apertura al pubblico.

Offerta turistico-culturale da rafforzare

L’offerta turistico- culturale del Capoluogo va rafforzata in un’ottica territoriale più vasta. Solo così sarà possibile intercettare quote significative di turismo italiano e internazionale. Occorre, in altre parole, mettere in rete i tesori storici, archeologici e artistici di cui dispone l’area catanzarese, creando un filo logico e una serie di servizi collegati. 

Dal Parco archeologico della Roccelletta, distante appena tre chilometri da Catanzaro Lido, al Vivarium di Cassiodoro a Stalettì, alle opere di Mattia e Gregorio Preti a Taverna. Allargando il ragionamento, si può pensare agli scavi di Tiriolo, al Santuario di Porto in Gimigliano e alla Riserva naturale di Valli Cupe in Sersale.

Si tratta di brand conosciutissimi, ma che hanno bisogno di una strategia precisa di promozione e rafforzamento dei servizi. Il Capoluogo, da parte sua, può immettere nel progetto il suo sistema museale, i percorsi nel centro storico, i suoi straordinari paesaggi, il marchio di qualità di Città di Mimmo Rotella, padre del nouveau-réalisme. La Città di Catanzaro ha tutte le carte in regola per avviare e governare un progetto così ambizioso che avrebbe importanti riflessi culturali ed economici per tutte le realtà coinvolte.

Un’idea, per vero, non nuova, ma che per decenni non ha trovato una reale e concreta attuazione. Il solito problema dello scarto tra l’ideazione e la realizzazione.

I rapporti tra i Comuni di Catanzaro, Borgia, Cropani, Squillace, Stalettì, Taverna, Tiriolo, Gimigliano, Sersale solo per citarne alcuni tra i principali, andranno definiti attraverso un serrato confronto tra le Amministrazioni, riprendendo lo spirito di un vecchio protocollo d’intesa che purtroppo non ha avuto seguito pratico. Unendo le forze, l’area del Capoluogo potrebbe diventare uno straordinario giacimento turistico-culturale.

Due le partite fondamentali che andranno giocate. La prima riguarda la promozione di questi beni storici, culturali, archeologici e artistici nell’epoca della comunicazione globale e dei social.

La seconda il rafforzamento dei servizi, a cominciare dall’ospitalità alberghiera che è piuttosto debole, senza trascurare i trasporti dedicati (pensiamo a navette estive tra Catanzaro Lido e Scolacium, tra Catanzaro Lido e le Grotte di Cassiodoro, tra Catanzaro Centro e Taverna o verso la Riserva di Valli Cupe). Potrebbero scaturire importanti opportunità lavorative sia nel campo della promozione turistica (guide, interpreti, ecc.) sia nel campo della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera con l’aumento indispensabile dei posti-letto.

Sembra opportuno valutare approfonditamente misure di incentivazione a favore  degli alberghi e della ristorazione, secondo una programmazione unitaria, la quale possa determinare misure specifiche a favore delle strutture ricettive, come, in via esemplificativa, la riforma dei tributi locali [nella specie TARI], con applicazione- per gli alberghi –  di criteri di determinazione in parte in virtù delle presenze in parte in virtù delle superfici alberghiere; e la previsione di aree di parcheggio in prossimità degli alberghi e ristoranti, per quanto possibile, soprattutto a favore dei disabili.