www.valeriodonato.it

Porto e Polo Fieristico, Donato: “Un modello gestionale serio per promuovere lo sviluppo”

Porto e Polo Fieristico sono due realtà infrastrutturali e produttive tra loro interconnesse che hanno bisogno di una governance seria e altamente professionale, superando l’impostazione improvvisata e del “giorno dopo giorno” dell’attuale Amministrazione. Possono diventare i cardini di uno sviluppo produttivo della Città, aprendo orizzonti nuovi per l’economia e l’occupazione.

La trattativa privata per la gestione temporanea delle due aree demaniali marittime (finalizzata all’installazione di pontili galleggianti) potrà risolvere solo parzialmente il problema per due anni, ma è una soluzione ovviamente ben lontana dagli standard che un porto turistico e peschereccio dovrebbe avere.

Sorvolo sul grande pasticcio degli affidamenti di questi anni, su cui peraltro la Procura della Repubblica sta effettuando i suoi approfondimenti. Gli errori, i ritardi, le inadempienze dell’Amministrazione hanno trasformato l’area del porto in una desolante scatola vuota.

Resto di stucco, invece, davanti alla decisione di affidare il Polo Fieristico alla Fondazione Politeama che credo abbia ben altri compiti e quindi nessuna competenza su come si gestisce un complesso fieristico. Basta andare sul sito dell’AEFI, l’Associazione delle Esposizioni e delle Fiere Italiane, e non si troverà nessun esempio di Polo Fieristico gestito da un Teatro. E’ come se La Scala gestisse la Fiera di Milano. Una soluzione quanto meno bizzarra che a Catanzaro è scivolata nel silenzio generale.

Ritengo che l’approccio alla gestione di due grandi infrastrutture, che ricadono entrambe nell’area strategica di Catanzaro Lido, debba essere totalmente diverso. Per quanto riguarda il porto, se da un lato bisognerà lavorare perché la scadenza del 2026 per il suo completamento venga rispettata, dall’altro bisognerà pensare ad un modello gestionale moderno, efficiente e soprattutto competente che salvaguardi l’interesse pubblico del Comune, coinvolgendo soggetti interessati, a cominciare dalla comunità dei pescatori che dovrà sempre sentirsi a casa propria per finire ad associazioni di diportisti come Gli Amici del Porto.

Senza spostarsi molto da Catanzaro, ci sono già esempi importanti, nonostante la crisi provocata dal Covid. Mi riferisco ai porti di Tropea e Roccella Jonica dove nella gestione è ben presente la componente pubblica. In particolare, al Porto delle Grazie di Roccella Jonica, dotato di 450 posti-barca da diporto, la partecipazione del Comune è del 71%, a Tropea del 20%.

Occorre quindi lavorare – e da subito – all’individuazione di un modello gestionale moderno, snello, efficace, supportato dalle migliori competenze in materia di governance dei porti turistici-pescherecci, in modo da essere preparati alla scadenza del 2026 quando ci si augura il porto potrà essere considerato completo e dotato di servizi oggi assolutamente assenti.

Strettamente connesso al Porto è il Polo Fieristico che è stato temporaneamente destinato ad hub vaccinale, scelta che è stata giusta e necessaria per contrastare la pandemia. Ora che il Covid sembra in sensibile arretramento, è necessario pensare a come utilizzare seriamente questa struttura che si pone in posizione strategica e facilmente raggiungibile da ogni parte della Calabria. Il settore fieristico, nonostante la crisi, movimenta ancora in Italia più di 60 miliardi di euro e genera il 50% delle esportazioni. Vanno bene gli spettacoli e i concerti, ma il cuore di un Polo fieristico sono le esposizioni. Penso in prima battuta ad un salone nautico, dedicato alla cantieristica molto presente sul nostro territorio e quindi collegato alle attività del porto. E poi una sterminata serie di opportunità per promuovere l’artigianato di qualità, l’enogastronomia, l’oreficeria, il food, il florovivaismo. E ancora l’ambiente e le energie rinnovabili, settori di grandissima attualità.

Superando la bizzarra assegnazione del Polo Fieristico al Teatro Politeama, ricorreremo – se avremo la fiducia degli elettori – all’esperienza e alla competenza dell’AEFE per mettere in piedi un modello gestionale del Polo Fieristico capace di inserirsi nel panorama meridionale delle esposizioni.

A quel punto, si potrà anche valutare se le due grandi infrastrutture – porto e Polo fieristico – possano avere un’unica governance.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.