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Lettera alla città di Catanzaro

In vista del 12 giugno, voglio ringraziare coloro che si  sono adoperati per costruire le dieci liste con cui intendiamo ridare a Catanzaro la possibilità della Rinascita.  E ringraziare i cittadini che dimostrano affetto e partecipazione alle nostre iniziative.

La nostra presenza  è il segno che questa città  ha preso in mano il proprio destino. Abbiamo avuto il coraggio di mettere in piedi un Progetto civico e politico che consegniamo alla collettività.

E l’abbiamo elaborato, intuendo che questo tornante della storia –  con  un  sistema politico in trasformazione e l’Occidente alle prese con una guerra disastrosa – consente [e forse impone di avvalersi di] spazi di autonomia nell’interesse delle comunità.

Catanzaro è una città importante del Mezzogiorno, ma, diventata un capoluogo invisibile,  stenta ad esercitare qualsiasi ruolo persino nella sua stessa provincia. È in tal senso agevolmente comprensibile quale sia la  responsabilità che l’intera coalizione sta assumendo. E quale disastro sarebbe per Catanzaro, se prevalessero candidati calati dall’alto e sostenuti dai teorici dell’incompetenza al potere. 

Il nostro auspicio è far diventare Catanzaro una città normale. Nei servizi, nell’economia, per il welfare, per le infrastrutture materiali ed immateriali.

Ma dobbiamo anche ricostruire relazioni con le città e i  borghi della provincia, che al momento viaggiano per conto loro, perdendo il valore aggiunto delle sinergie. Dobbiamo ridare funzioni riconoscibili a Catanzaro, insistendo per una legge speciale che ne valorizzi lo status di leader istituzionale della Calabria. Dobbiamo connetterla col resto del Paese, per farle vincere le sfide globali in un’ottica euromediterranea.

Ciò che è urgente, è fermare il declino di una città in cui  la disarmonia urbanistica mette in sofferenza il centro storico, i quartieri e la stessa Catanzaro Lido, là dove c’è un’esplosione di attività commerciali e, insieme, un problema di sicurezza. È una  tendenza al peggioramento che va fermata, perché se Catanzaro non recupera le sue funzioni direzionali, le spinte centrifughe che stressano la coesione del sistema – regione, a perderci è l’intera Calabria.

Ai cittadini intendiamo esporre le soluzioni per affrontare i problemi, per completare le opere e mettere a terra i nuovi progetti. La prima questione – simbolo dei ritardi e dell’incapacità di spendere 20 milioni di euro – di cui ci occuperemo, è la scandalosa incompiutezza del Porto: un’infrastruttura la cui mancanza ha rubato al territorio sviluppo e opportunità.  

Sulle problematiche della sanità e delle politiche sociali, specie per le disabilità, abbiamo le idee chiare. È un dramma, l’isolamento in cui sono lasciati coloro che hanno bisogno di continua assistenza. E sulla sanità è fermo il convincimento che Catanzaro deve diventare  la Città della Buona Salute e della Ricerca Scientifica. Abbiamo le professionalità giuste e un notevole know-how. Bisogna accelerare i processi già innescati per la nascita dell’ “Azienda Ospedaliero Universitaria R. Dulbecco”.  

Ai cittadini, alle donne, ai giovani e agli anziani chiediamo di stare con passione da questa parte. Imprimiamo assieme la svolta per la Rinascita!

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