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Le risorse delle fragilità, Donato ha incontrato le associazioni del Terzo settore

Catanzaro – Da consulente della fondazione a ospite per parlare di Terzo settore e questioni sociali. Fondazione Betania ha aperto le porte della sala conferenze al candidato a sindaco Valerio Donato. Quella di Betania è d’altronde soltanto una delle realtà che «annaspa»  come ha chiarito il padrone di casa Padre Piero Puglisi. Non è, in effetti, un caso se da noi Sociale fa rima con emergenza. Da qui il grido d’allarme e la richiesta d’aiuto per una svolta che il presidente di Fondazione Betania ha chiesto a gran voce.
A fargli immediatamente eco il portavoce del forum del Terzo settore “Catanzaro – Soverato”, Beppe Apostoliti, che ha parlato chiaramente di «criticità pesantissime». L’attenzione del governo però Apostoliti l’ha colta ed è per questo che al candidato a sindaco, Valerio Donato, ha chiesto di «mettere il piede sull’accelerazione». Apostoliti sogna di trasformare quello di Catanzaro in un ambito che «sia finalmente in grado di fare da apripista» per un’evoluzione che sembra non poter più attendere. La sfida è alleggerire la forbice che c’è tra Nord e Sud troppo spesso fatta di mancanza di servizi. Risorse previste un quarto di secolo fa, questo è ciò che arriva d’altronde in Calabria proprio per via di una battaglia seria mai svolta. Ecco perché urge cambiare passo e tagliare la corda al meccanismo perverso che fa della Calabria una regione che perde fondi.  Ora è il tempo delle proposte ed è per questo che Donato ha inteso discutere di Terzo settore a Catanzaro sfoderando l’asso Giusy Militano, un cervello in fuga che ora lavora a Prato, ma che di questa terra era e resta follemente innamorata. Ha provato tante volte a tornare, ma – ha svelato – «non ho mai trovato ascolto». Ecco perché è con grande entusiasmo che ha accolto l’invito di Donato e a Catanzaro è tornata per raccontare la sua esperienza in Toscana. «Se fossero a Catanzaro che farebbero?»: questo è quello che si chiede ogni volta che in Toscana sente parlare di risorse e servizi che mancano. Eppure è vero, quello degli assistenti sociali è un mondo costretto a lavorare sott’organico praticamente ovunque. Sui Tre colli – ha però voluto precisare – «serve più che altrove chiarezza e una progettazione che venga dal basso». Come lei lo sa bene Cristina Rotundo, consigliere comunale uscente e mamma di un bimbo speciale che, con la sua sindrome di down, le ha fatto scoprire l’importanza della sinergia. Dopo cinque anni ne parla come di «un mondo da scoprire che si scontra troppo spesso con insormontabili muri». Sono i diritti che si sgretolano contro le liste d’attesa.
E così ad attendere sono i disabili mentre il personale manca. Cinque assistenti sociali su diciotto previsti, fondi che arrivano e che nessuno spende sono così stati i punti nodali dell’intervento di Piero Romeo, assistente sociale che, da presidente dell’associazione “Un raggio di sole”, ha messo il dito nella piaga di un settore in affanno per il quale a Donato ha chiesto: «Se sarà eletto metta le persone giuste nei posti giusti». E tra coloro i quali di Sociale si sono sempre occupati c’è Caterina Laria, un volto noto della politica catanzarese che ha scelto di schierarsi con Donato – ha chiarito – «per la sua autorevolezza». Competenza e amore devono andare a braccetto ed è forse anche per questo che Laria ha chiesto un applauso per Isolina Mantelli, la guida di quel Centro calabrese di solidarietà di nuovo messo nel mirino da chi a Catanzaro sembra aver paura delle realtà che si schierano con gli ultimi. Di certo c’è che per Caterina Laria bisogna «progettare sui bisogni». Non agire a caso è, dunque, il mantra di chi punta tutto su un imprescindibile schema politico giuridico. «Interlocuzione tra Terzo settore e istituzioni» diventa così il fulcro di una ricetta che guarda a un radicale cambio di rotta da agguantare anche attraverso «professionisti competenti che conoscano il territorio». Tutto nella consapevolezza che «la dignità dell’uomo vada sempre tutelata». Da qui il riferimento ai bisogni dei detenuti che ha portato Caterina Laria a chiedere a Donato di interloquire pure con la direttrice del carcere, Angela Paravati. Laria vuole un sindaco che pensi anche a chi vide dietro le sbarre. Tra chi vive ai margini ci sono pure loro e di ultimi se ne intende Isolina Mantelli che da presidente del Centro calabrese ha chiesto a gran voce la consulta del Terzo settore. «Basta con le case rifugio non ancora accreditate» ha dunque detto Isolina Mantelli, una donna impegnata nel Sociale che dalla prossima consiliatura sembra attendersi molto. Tanti gli interventi, tanti gli argomenti e il leader del Csv “Cz-Kr-Vv”, Guglielmo Merazzi, non ha perso l’occasione di stigmatizzare i problemi di una «burocrazia ottusa e chiusa» premendo per quella conferenza dei cittadini di cui Donato parla da tempo. A fargli da gancio per le conclusioni l’ex numero uno di Fondazione Betania, don Biagio Amato, che punta molto sull’organizzazione delle risposte. Fare rete è il traguardo che dovrà fare pure da punto di partenza. Di certo c’è che su un punto Valerio Donato è stato netto: «Di consiglieri uscenti come Cristina Rotundo ne vorrei tanti». Queste le parole di un candidato a sindaco proiettato in una Catanzaro che fa i conti con la sofferenza. Da qui la scelta di sfruttare l’ennesima occasione di confronto per ribadire come quella del capoluogo di regione sia «una società che manca di comunità». Ecco perché, come Caterina Laria, ha parlato di «dignità dell’uomo da conquistare con la concretezza delle politiche operative». Basta con le parole vuote, dunque, e Donato ha sbattuto la porta in faccia alla retorica per sottolineare l’urgenza di politiche sociali efficaci. Nessun volo pindarico, insomma, da parte di un aspirante primo cittadino che guarda a un futuro sospinto da una buona macchina amministrativa. «Servono presidi territoriali in grado di avvicinarsi ai cittadini»: così Donato ha dato atto al Terzo settore di essere una realtà competente da cui attingere per cambiare le cose. Da qui l’obiettivo di un osservatorio che rilevi i bisogni del territorio finanche alle difficoltà degli anziani che vivono da soli in casa. Nessuno resti solo e indietro sembra dunque il motto di un candidato a sindaco deciso a mettere le persone al centro anche attraverso lo stop ai quartieri ghetti. Le politiche abitative diventano così cuore di un programma che non esclude gli immigrati, gente che Donato immagina come «cittadini» nel senso di persone che non possono essere esclusi dalle politiche sociali. Guardare il territorio è pertanto la sfida di un aspirante capo di Palazzo de Nobili che punta sulla capacità programmatoria di un ambito territoriale che – ha detto – «non può aspettare che si strutturi una macchina pubblica di lungo periodo». Donato sa che i bisogni non aspettano ed è già al lavoro per dare risposte immediate senza rinunciare ad analizzare i temi per fasi in modo da virare verso l’ordinarietà e mettere così a frutto quella “ricchezza delle sofferenze” che ha fatto da perimetro al confronto.

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