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Allargare l’offerta turistica culturale del capoluogo con un progetto che valorizzi tutti i tesori dell’area, da Scolacium al Vivarium di Cassiodoro, dalle opere di Mattia Preti al Santuario di Porto

L’offerta turistico- culturale del Capoluogo va rafforzata in un’ottica territoriale più vasta. Solo così sarà possibile intercettare quote significative di turismo italiano e internazionale. Occorre, in altre parole, mettere in rete i tesori storici, archeologici e artistici di cui dispone l’area catanzarese, creando un filo logico e una serie di servizi collegati. E’ uno dei tasselli per realizzare nei fatti una Catanzaro più grande e più forte, senza inseguire improbabili e impraticabili soluzioni istituzionali.

Penso, in primissima battuta, al Parco archeologico della Roccelletta, distante appena tre chilometri da Catanzaro Lido, al Vivarium di Cassiodoro a Stalettì, alle opere di Mattia e Gregorio Preti a Taverna. Allargando il ragionamento, si può pensare agli scavi di Tiriolo, al Santuario di Porto in Gimigliano e alla Riserva naturale di Valli Cupe in Sersale.

Si tratta di brand conosciutissimi, ma che hanno bisogno di una strategia precisa di promozione e rafforzamento dei servizi. Il Capoluogo, da parte sua, può immettere nel progetto il suo sistema museale, i percorsi nel centro storico, i suoi straordinari paesaggi, il marchio di qualità di Città di Mimmo Rotella, padre della pop art.

La Città di Catanzaro ha tutte le carte in regola per avviare e governare un progetto così ambizioso che avrebbe importanti riflessi culturali ed economici per tutte le realtà coinvolte.

Un’idea, per vero, non nuova; ma che per decenni non ha trovato una reale e concreta attuazione. Il solito problema dello scarto tra l’ideazione e la realizzazione.

I rapporti tra i Comuni di Catanzaro, Borgia, Stalettì, Taverna, Tiriolo, Gimigliano, Sersale andranno definiti attraverso un serrato confronto tra le Amministrazioni, riprendendo lo spirito di un vecchio protocollo d’intesa che purtroppo non ha avuto seguito pratico. Unendo le forze, l’area del Capoluogo potrebbe diventare uno straordinario giacimento turistico-culturale.

Due le partite fondamentali che andranno giocate. La prima riguarda la promozione di questi beni storici, culturali, archeologici e artistici nell’epoca della comunicazione globale e dei social.

La seconda il rafforzamento dei servizi, a cominciare dall’ospitalità alberghiera che è piuttosto debole, senza trascurare i trasporti dedicati (pensiamo a navette estive tra Catanzaro Lido e Scolacium, tra Catanzaro Lido e le Grotte di Cassiodoro, tra Catanzaro Centro e Taverna o verso la Riserva di Valli Cupe). Potrebbero scaturire importanti opportunità lavorative sia nel campo della promozione turistica (guide, interpreti, ecc.) sia nel campo della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera con l’aumento indispensabile dei posti-letto. È ora, per Catanzaro, di pensare e volare alto.

 

Foto credits La C News 24

1 commento su “Allargare l’offerta turistica culturale del capoluogo con un progetto che valorizzi tutti i tesori dell’area, da Scolacium al Vivarium di Cassiodoro, dalle opere di Mattia Preti al Santuario di Porto”

  1. Perfetta sinergia e sintesi.
    Propongo però percorsi culturali, sociali ed enogastronomici per la gente principalmente del luogo, in pratica, ai cittadini stessi poiché in molti in teoria sostengono di conoscere la città ma in pratica non è cosi.
    Grazie per aver dato la possibilità di esprimere il mio pensiero.

    Saluti

    Anna leone

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